Economia

Elkann compra Gedi (L’Espresso, La Stampa e Repubblica) da De Benedetti

Elkann compra Gedi dai De Benedetti. Il gruppo editoriale che pubblica, fra gli altri, La Repubblica, l’Espresso, la Stampa, Il Secolo XIX, 13 quotidiani locali e un polo radio sarebbe pronto a passare di mano con la cessione di quote di Cir a John Elkann, attuale azionista con Exor al 6,26%.

De Benedetti vende i giornali ad Elkann

La famiglia De Benedetti cercava un compratore per il gruppo Gedi – colosso mediatico che edita tra gli altri Repubblica, La Stampa e L’Espresso – e l’ha trovato in John Elkann. L’erede di casa Agnelli solo due anni fa cedeva La Stampa alla famiglia storica editrice della galassia L’Espresso. Un anno prima perdeva anche le quote dentro Rcs dopo la scalata di Urbano Cairo. Oggi, con l’affare Fca-Peugeot verso la finalizzazione, si è evidentemente reso conto che i giornali gli servono e ricompra tutto il pacchetto Gedi. Cir, la finanziaria dei De Benedetti, è in trattativa con Exor, la finanziaria degli Agnelli, per vendere la quota di controllo del gruppo. Lo ha reso noto la società in una nota.

Le dimissioni di Verdelli?

Dopo l’ufficializzazione della notizia, diversi rumors hanno dato come imminenti le dimissioni del direttore di Repubblica Carlo Verdelli. Il cda di Cir è convocato per lunedì 2 dicembre. L’affare è stato deciso il 28 novembre a Milano e la cifra messa sul piatto dal presidente di Fca sarebbe stata di quelle che non si possono rifiutare. Elkann è già azionista al 6,2% del gruppo Gedi.

La faida nella famiglia De Benedetti

Si chiude così la faida famigliare iniziata a ottobre che ha visto Carlo De Benedetti attaccare i figli e la loro capacità imprenditoriale. L’11 ottobre l’Ingegnere aveva presentato un’offerta di acquisto cash del 29,9% delle azioni del gruppo. Il cda aveva rifiutato l’offerta. Da tempo i De Benedetti e Elkann meditavano di incontrarsi per decidere sul futuro di una aggregazione rimasta in gran parte sulla carta. Ma l’irrompere sulla scena dell’Ingegnere aveva scompaginato (evidentemente accelerando) i piani.

«I miei figli non sanno fare gli editori»

«I miei figli», aveva dichiarato allora De Benedetti senior, «sanno fare bene altri mestieri. Ma non hanno la passione per fare gli editori. Non hanno neanche la competenza; ma prima di tutto non hanno la passione. (…) La grande ingenuità dei miei figli è continuare da tempo a cercare un compratore per il gruppo. Una ricerca inutile: in Italia un compratore non c’è». Alla fine l’hanno trovato proprio nel loro socio.

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