Cronaca

Femminicidio a Roma, i ristoratori si difendono: “Abbiamo tentato di proteggere l’avvocata”

Dopo l'uccisione della giovane avvocata per mano dell'ex compagno, i ristoratori hanno deciso di parlare

Dopo il femminicidio a Roma dell’avvocata Martina Scialdone, i ristoratori si difendono e hanno affermato che loro non hanno mai chiesto alla donna di uscire dal locale. L’avvocata è stata uccisa con un colpo di pistola dall’ex compagno venerdì 13 gennaio.

Martina uccisa dall’ex compagno

Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica del delitto consumatosi nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio. La donna si trovava in un ristorante col fratello, quando si è vista piombare l’ex che le chiedeva un chiarimento dopo la fine della loro relazione. All’interno dello stesso locale è scoppiata una lite e a quel punto il personale li ha invitati ad uscire.

Una volta fuori, la lite è proseguita fino al momento della tragedia, quando l’uomo ha esploso alcuni colpi di pistola, centrando in pieno la 35enne, uccisa sotto gli occhi di diversi passanti.  Il boato ha attirato l’attenzione di numerosi residenti che hanno chiamato il 112, il numero unico per le emergenze.

Femminicidio a Roma, i ristoratori si difendono

I commercianti e i ristoratori della zona e i ragazzi che lavorano nel locale Brado a Roma, hanno riferito:

“Martina non è mai stata cacciata via dal bagno del nostro locale, è uscita da sola e tutti eravamo ormai convinti che l’uomo si fosse dileguato perché ormai aveva abbandonato il ristorante. Anzi, noi abbiamo tentato di proteggerla. Poi anche lei è andata via: la povera ragazza è stata uccisa a un centinaio di metri dal nostro locale, solo dopo essere stata colpita è tornata indietro ferita e noi ci siamo immediatamente attivati per soccorrerla”.

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