Curiosità

Formula Uno, quando incide la gestione del budget sui successi di un team

Nel corso degli ultimi anni, il mondo della F1 è cambiato a dismisura: col tempo sono state sviluppate monoposto più veloci e performanti

Nel corso degli ultimi anni, il mondo della F1 è cambiato a dismisura, al punto tale che guardare una gara solamente di uno o due decenni fa sembra davvero di assistere a una competizione completamente differente da quella attuale.

Come è stato perfettamente messo in evidenza dal casinò che si occupa di scommesse online Betway, però, è merito anche della tecnologia se l’evoluzione della F1 ha fatto in modo di sviluppare delle monoposto sempre più veloci e performanti, ma anche molto più affidabili dal punto di vista della sicurezza e della protezione in pista dei piloti.

L’evoluzione della F1 tra tecnologia e investimenti

D’altro canto, però, se le macchine attuali sono sempre più performanti, buona parte del merito va sicuramente data anche alla gestione del budget, che diventa fondamentale per poter investire in ricerca e sviluppo e, al contempo, anche per comporre un team formato da esperti e ingegneri che abbiano le competenze adatte per poter permettere di fare un salto di qualità, sia a livello di performance che di meri risultati.

Sul blog sportivo L’insider, è stato pubblicato un approfondimento davvero molto interessante, che mette proprio in evidenza come qualsiasi tema di Formula Uno deve porre la massima attenzione nella procedura di formazione del budget, mettendo in mostra l’importanza di trovare un equilibrio tra le voci che formano i costi e quelle che sono legate ai ricavi.

Impensabile poter rimanere estranei di fronte alla crisi economica che si è abbattuta ovviamente anche sul mondo dello sport per colpa dell’emergenza pandemica e del Coronavirus. Anche in questo caso, però, si è capito una volta in più come una corretta gestione del budget può davvero essere fondamentale per ovviare a difficoltà economiche impreviste.

Un po’ tutti i brand principali che sono protagonisti in F1 hanno dovuto affrontare queste problematiche, ma sanno benissimo come la strutturazione del budget, esattamente come per qualsiasi altra attività imprenditoriale, se fatta correttamente, può rappresentare un’ottima ancora di salvezza pure in queste situazioni. Un fattore determinante per poter progettare i successi del presente e pianificare quelli del futuro.

Spiare i rivali

È abbastanza facile intuire come nessun team si sognerebbe mai e poi mai di svelare i propri programmi per poter ambire a vincere, non solo il titolo costruttori e quello piloti, ma ogni gara del campionato mondiale. Detto questo, c’è in ogni caso la possibilità di interpretare le scelte che vengono fatte dal punto di vista economico e finanziario, in maniera tale da avere un’idea più chiara su quello che stanno facendo i concorrenti sotto il profilo aziendale.

L’impiego di particolari indici, infatti, permette successivamente di ponderare i risultati che sono stati ottenuti. Un indizio particolarmente interessante che può essere utile per capire quali aspetti possano fare la differenza e incidere sulle vittorie e quali, invece, siano da valutare esclusivamente sul piano quantitativo.

All’interno del bilancio ci sono numerose informazioni chiave che possono consentire di farsi un’idea più chiara sulle intenzioni di progettazione, di sviluppo e di programmazione del futuro da parte di un team di Formula Uno.

Ad esempio, in riferimento ai costi, buona parte della spesa se ne va per i servizi e per le materie prime: complessivamente, queste due voci incidono per circa 108 milioni di euro su un computo totale di costi che si aggira tra 160 e 180 milioni di euro. Al contrario, tra i ricavi, ciò che fa la differenza sono in modo particolare gli sponsor, che garantiscono un’entrata compresa tra 60 e 80 milioni di euro nell’esempio proposto dal blog L’insider, mentre i posizionamenti ottenuti in gara arrivano a incidere per circa 40 milioni di euro.

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