Almanacco

Verso la fine del XVII secolo, l’inventore tedesco Johann Christoph Denner inventa il clarinetto

Nel 14 gennaio del 1960, Johann Christoph Denner, inventa il clarinetto mentre cerca di ampliare l’estensione dello chalumeau

Nel 14 gennaio del 1960 (sebbene la data sia incerta e contestata) il costruttore di strumenti a fiato tedesco, Johann Christoph Denner, inventa il clarinetto mentre cerca di ampliare l’estensione dello chalumeau per mezzo dello sfruttamento degli armonici superiori ottenuti per sovrainsufflazione per adeguare lo strumento alle esigenze dell’epoca.

A fine del XVII secolo Johann Christoph Denner inventa il clarinetto

La prima prova documentata riguardante la nascita del clarinetto è contenuta nell’Historische Nachricht von den Nürnbergischen Mathematics und Kunslern (Norimberga, 1730); l’autore, J.G. Doppelmayr , accanto all’elenco di tutte le personalità di spicco di Norimberga affianca la biografia di Johann Christoph Denner (1655-1707), attribuendogli l’invenzione alla fine del XVII secolo di un nuovo strumento a forma di tubo chiamato clarinetto, frutto del perfezionamento dello chalumeau.

Archivi di Norimberga e dubbi

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Johann Christoph Denner.

È altresì vero che Doppelmayr non è sempre stato una fonte sicura, tendendo ad esaltare l’operato dell’artigiano locale e trascurando i contributi degli altri; nonostante ciò, questa importantissima testimonianza rappresenterà un punto fermo in tutti i metodi e i trattati per clarinetto dal XVIII secolo in poi. I dubbi che riguardano l’esatta data di nascita del clarinetto sono comunque molteplici; alcuni dizionari la collocano nel 1690 (Murr), alcuni nel 1700 (Gerber) e altri fra il 1690 e il 1700 (Bärmann e Andersch).

Gli archivi di Norimberga conservano documenti che testimoniano come già a partire dal 1710 Jacob Denner figlio (1681/82-1735), ricevette un cospicuo ordine di strumenti a fiato dal duca di Gronsfeld, fra cui anche due clarinetti. Secondo il parere di eminenti studiosi quali Nickel e Lawson l’invenzione vera e propria del clarinetto è proprio da attribuirsi al figlio di J.C. Denner, Jacob, abile artigiano come il padre al quale va comunque il merito di aver apportato delle migliorie allo chalumeau.

I lavori di Denner

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  • la cameratura era generalmente più stretta ma, non essendoci uno standard costruttivo e confrontando gli esemplari sopravvissuti, possiamo affermare che sia le dimensioni della cameratura sia la posizione dei fori, delle chiavi e la forma dei bocchini differivano sensibilmente da costruttore a costruttore
  • il barilotto assumeva forma e importanza specifica
  • la campana era poco più svasata
  • l’ancia era rivolta verso il labbro superiore e aveva l’estremità quasi quadrata

I primi clarinetti vennero costruiti per lo più in legno di bosso, ma anche qui non mancano le eccezioni; i due clarinetti Scherer sono in avorio, altri in prugno o pero e in bosso trattato con acido fino a diventare marrone scuro, ‘‘bruciato’’ per farlo assomigliare al guscio di tartaruga. Questi clarinetti, in Do e in Re , avevano le stesse due chiavi dello chalumeau, una per il La e l’altra, oltre a fungere da portavoce per ampliare l’estensione, poteva finalmente produrre il Si naturale se azionata insieme a quella del La.

Il materiale di costruzione dei bocchini, quando divennero corpi separati dal barilotto, fu in gran parte ancora il bosso e occasionalmente l’ebano e il cocus. Dei 31 clarinetti originali a due chiavi rimasti in Belgio, Olanda e Germania nessuno è in La. Ed è proprio al particolare timbro dei primi clarinetti, squillante e penetrante, che i compositori affidarono parti solistiche in brani che rispecchiavano il tipo di stile a fanfara, come si può chiaramente osservare nell’Ouverture per due clarinetti in Re e corno da caccia di G.F. Händel, testimonianza confermata dalla copia di un clarinetto in Re costruito da Jacob Denner e conservato a Norimberga. Nei sei concerti di Johann Melchior Molter (1696-1765) per clarinetto in Re e archi si predilige il registro medio-acuto, con totale esclusione del registro dello chalumeau.

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