Cronaca

Luana D’Orazio, il figlio Alessio affidato ai nonni: “Lo proteggeremo sempre”

Luana D'Orazio, il figlio affidato ai nonni materni. Il Tribunale dei Minori ha confermato la decisione della famiglia

È stato affidato ai nonni Alessio, il figlio di Luana D’Orazio, l’operaia morta a 22 anni, uccisa da una macchina tessile in una fabbrica di Montemurlo, in provincia di Prato. Alessio, di 6 anni, è stato affidato ai nonni materni come riportato dal Corriere della Sera.

Luana D’Orazio, il figlio affidato ai nonni materni

Il Tribunale dei Minori ha confermato la decisione della famiglia, dato che il piccolo Alessio, prima e dopo la tragedia, ha sempre vissuto con loro e, dopo la morte di Luana, i servizi sociali hanno giudicato questa la miglior soluzione per il bambino. Anche se il padre biologico, Giuseppe, un operaio che vive in Calabria e che ha altri figli, aveva chiesto di continuare ad avere contatti con il figlio. La notizia sulla decisione del Tribunale di minori è stata confermata dall’avvocato di Lerose, Domenico Sirianni.

“Il tribunale ha deciso l’affido di Alessio per due anni ai nonni materni — spiega il legale — ma allo stesso tempo ha dato indicazioni ai servizi sociali di ricostruire anche il rapporto con il padre. Il mio assistito ha deciso di non fare ricorso. Non ha mai chiesto l’affido, ma solo di vedere il figlio. È convinto di non avere avuto giustizia ma che sarà il figlio a capire negli anni che suo padre non ha rinunciato a lui”.

Luana D’Orazio, offerto 1,1 milione di risarcimento

Un milione e 100mila euro di risarcimento per la morte di Luana D’Orazio. È quanto la compagnia assicurativa Unipol avrebbe offerto ai familiari della giovane operaia morta il 3 maggio 2021 mentre lavorava a un orditoio a Montemurlo. L’assicurazione, dice Andrea Rubini, a.d. di Gesi Group, società di consulenza della famiglia, ha parlato di 1,1 milioni di euro. “Offerta incongrua“, dice lo stesso Rubini.

Abbiamo scritto all’assicurazione una risposta formale – chiarisce Rubini – spiegando che i danni, patrimoniali e non, sono ancora da quantificare. Non riteniamo stabilizzata la situazione, ci riserveremo di approfondire la questione nelle prossime settimane“.

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