Cronaca

È morto il giornalista Giulietto Chiesa

È morto il giornalista e politico Giulietto Chiesa. A darne notizia è stato il vignettista Vauro: “Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei”.

Morto il giornalista e politico Giulietto Chiesa

Nato da una famiglia originaria di Carrega Ligure nell’alta val Borbera, ha conseguito la maturità classica. È stato vice presidente dell’Unione Goliardica Italiana dal 1967 al 1968, occupandosi anche dell’Unuri, l’organismo rappresentativo nazionale degli studenti, e poi dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana.

Dal 1970 al 1979 è stato dirigente della Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano, infine è stato capogruppo per il PCI nel Consiglio Provinciale di Genova dal 1975 al 1979, distinguendosi per le posizioni filo-sovietiche.

L’attività giornalistica

Giornalista professionista, è stato corrispondente da Mosca per L’Unità e La Stampa, oltre che per il TG5, il TG1 e il TG3. Nel 1980, dopo essere entrato in conflitto con il PCI ligure, Chiesa entra a L’Unità, la quale lo manda a Mosca per le Olimpiadi 1980 al posto del corrispondente Carlo Benedetti.

Chiesa si fa notare per l’irriverenza nel raccontare la vita quotidiana nell’URSS. L’agenzia sovietica TASS ne chiede la rimozione, che Berlinguer rifiuta. Nel frattempo Chiesa si stabilisce a Mosca con la compagna Fiammetta Cucurnia (corrispondente per La Repubblica), impara la lingua russa e, grazie alle competenze politiche maturate nel partito diventa uno dei più stimati “cremlinologi” degli anni della glasnost e perestrojka di Michail Gorbačëv, stringendo rapporti con dissidenti riabilitati come Roj Medvedev e Lev Karpinskij. Alla fine del decennio Chiesa scrive per un anno per La Stampa.

Dal 1º settembre 1989 al 1º agosto 1990 Chiesa è fellow del Kennan Institute for Advanced Russian Studies, al Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington, per il progetto Democratization of Soviet Society: Problems and Possibilities. In tale progetto sarà autore nel giugno 1990 di un documento, l’occasional paper n. 237, dal titolo Transition to Democracy in the USSR: Ending the Monopoly of Power and the Evolution of New Political Forces.

Ha lavorato per diverse testate e riviste (La StampaGalateaMegachipMicroMegaIl manifestoLatinoamerica). In Russia ha tenuto per diversi anni una rubrica fissa sul settimanale Kompanija.(foglio edito dai circoli degli imprenditori).


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