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Patrick Stewart, celebre per il ruolo di Jean-Luc Picard in Star Trek e del Professor X in X-Men

Forte di una solida e riconosciuta carriera teatrale lunga quasi cinquant'anni, con molte interpretazioni shakespeariane

Forte di una solida e riconosciuta carriera teatrale lunga quasi cinquant’anni, con molte interpretazioni shakespeariane, Patrick Stewart è un artista socio onorario della Royal Shakespeare Company, della quale è membro dal 1967.

Deve però la notorietà presso il grande pubblico mondiale soprattutto per il ruolo di Jean-Luc Picard, capitano della nave stellare Enterprise nella serie televisiva Star Trek: The Next Generation, personaggio poi interpretato anche nel 2020 in Star Trek: Picard, e in vari film di Star Trek e per il ruolo del Professor Xavier nella saga cinematografica degli X-Men.

Patrick Stewart, attore e doppiatore britannico

Patrick Stewart nasce il 13 luglio 1940, a Mirfield, nel West Riding of Yorkshire, in Inghilterra. Figlio di Gladys Barrowclough, un’operaia impiegata nel settore tessile, e di Alfred Stewart, un sergente maggiore di reggimento dell’esercito britannico. Ha due fratelli maggiori, Geoffrey (1925) e Trevor (1935).



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Cresce in una famiglia povera con un padre violento, un’esperienza che influenza le sue convinzioni politiche e ideologiche. Il padre ha prestato il servizio militare nello Yorkshire Light Infantry del Re e successivamente, durante la Seconda Guerra Mondiale nel Reggimento Paracadutisti dopo aver lavorato come operaio e postino.

A causa dell’esperienza di guerra, vissuta durante la ritirata di Dunkerque, il padre soffriva di un disturbo da stress post-traumatico. In un’intervista del 2008, Stewart ha affermato: «Mio padre era un individuo molto potente, che ha ottenuto quello che voleva. Mi è stato riferito che quando lui entrò sulla piazza d’armi, gli uccelli smisero di cantare».

Adolescenza

Stewart ha frequentato la Crowlees Junior and Infant School e attribuisce la sua carriera di attore a un insegnante di inglese di nome Cecil Dormand che, letteralmente “mi mise una copia di Shakespeare nella mano e mi disse: “Ora alzati in piedi e recita“. Nel 1951, all’età di 11 anni, entrò nella Mirfield Secondary Modern School, dove ha continuato a studiare recitazione.


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Patrick Stewart insieme con Ian McKellen e Billy Crudup a Manhattan nel 2013.

A 15 anni Stewart lascia la scuola, intensificando la partecipazione nel teatro locale. Successivamente ottiene lavoro come giornalista e scrittore della sezione necrologi al Mirfield & District Reporter, ma dopo un anno, il suo datore di lavoro gli diede un ultimatum: o la recitazione o il giornalismo. Da giovane ha praticato il pugilato. Ha perso i capelli all’età di 18 anni a causa dell’alopecia.

Inizi di carriera

Dopo un periodo con il Library Theatre di Manchester, dal 1966 al 1982 è membro della Royal Shakespeare Company. In questa compagnia ha recitato accanto a future star come Ben Kingsley e Ian Richardson. Nel gennaio del 1967, fece la sua prima apparizione televisiva nella soap opera britannica Coronation Street nel ruolo di un giovane pompiere. L’esordio a Broadway avviene interpretando il personaggio di Snout nel Sogno di una notte di mezza estate di Peter Brook, per poi trasferirsi al Royal National Theatre nei primi anni ottanta.


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Nel corso degli anni, Stewart in molte serie televisive ha ricoperto diversi ruoli, ma senza mai diventare famoso. È apparso interpretando Vladimir Lenin ne La caduta delle aquile (Fall of Eagles), Seiano in Io Claudio imperatore (I, Claudius), Karla nella miniserie La talpa in Tutti gli uomini di Smiley e nel 1980, Claudio in un adattamento della BBC dell’Amleto.

Ha anche interpretato il protagonista maschile nella miniserie romantica Nord e Sud del 1975 adattamento della BBC, ispirato all’omonima opera di Elizabeth Gaskell. Inoltre è comparso nella serie televisiva Maybury nel 1981. Ha avuto anche ruoli minori in diversi film, tra cui Excalibur (1981, dove interpretava Re Leondegrance), Dune (1984) di David Lynch e Space Vampires (1985).

Nel 1987, per potersi permettere di finanziare la messa in scena di Chi ha paura di Virginia Woolf? accetta di lavorare a Hollywood, dopo che il produttore Robert H. Justman lo notò mentre recitava un testo letterario presso l’Università della California, Los Angeles.

In questo periodo, per potersi iscrivere alla Screen Actors Guild dove esisteva già un Patrick Stewart, si inventa un secondo nome fittizio, “Hewes”. Stewart non conosceva Star Trek, né sapeva che fosse un’icona della cultura di massa statunitense. Dopo un consulto con i suoi agenti, che erano certi del fallimento della serie, era riluttante a firmare un contratto standard di sei anni. Era convinto di poter tornare presto alla sua carriera teatrale di Londra, dopo aver guadagnato un po’ di soldi.

Il successo mondiale

Quando incominciò Star Trek: The Next Generation, dove interpretava il capitano Jean-Luc Picard della USS Enterprise, il Los Angeles Times lo definì uno “sconosciuto britannico attore shakespeariano”. Anche se inizialmente aveva dei problemi con alcuni membri del cast, rimase in stretti contatti con alcuni compagni. Marina Sirtis (Deanna Troi in TNG) ha dichiarato: “Almeno il 50% del successo del telefilm lo dobbiamo a lui. Gli altri hanno emulato la sua professionalità e dedizione alla recitazione“.


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Nel 1995 viene candidato allo Screen Actors Guild Award nella categoria miglior attore in una serie drammatica. Dopo la fine della serie è tornato a interpretare il personaggio di Picard nei film Star Trek – Generazioni (1994), Star Trek – Primo contatto (1996), Star Trek – L’insurrezione (1998), Star Trek – La nemesi (2002), e nell’episodio pilota della serie televisiva Star Trek: Deep Space Nine.

Nel 2011, gli domandarono cosa ha cambiato per lui la partecipazione al telefilm Star Trek: The Next Generation: “Tutto”, rispose. Dichiarò anche di essere molto orgoglioso del suo lavoro nella serie, per il suo messaggio sociale e per l’impatto educativo sui giovani telespettatori. Interrogato sul significato del suo ruolo rispetto alla sua carriera di straordinario interprete shakespeariano, Stewart ha risposto: «Ritengo che questi anni vissuti come attore nella Royal Shakespeare Company e la recitazione di tutti questi ruoli, di re, imperatori, principi ed eroi tragici, non erano altro che la preparazione per sedersi sulla sedia del capitano dell’Enterprise».

Carriera cinematografica e televisiva

Stewart ha dichiarato che non avrebbe mai accettato di recitare in Star Trek. TNG se avesse saputo che sarebbe andata in onda per sette anni: «No, no, no e guardando indietro ora mi spavento ancora un po’ a pensare che così tanto della mia vita sia stato … quasi totalmente dedicato a Star Trek». Rimase “incastrato” nel personaggio di Picard, trovando parecchie difficoltà a essere scritturato in altri ruoli a Hollywood. La principale eccezione è la serie di film degli X-Men. Il personaggio di Stewart, il professor Charles Xavier, è molto simile a Picard e allo stesso Stewart, «un grande, calvo ragazzo inglese con una voce profonda».


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Ha doppiato inoltre il personaggio di alcuni videogiochi tra cui: X-Men Legends, X-Men Legends II e X-Men: Next Dimension. Nonostante tutto è riuscito a recitare in altri film e ruoli televisivi, tra cui Il leone d’inverno, per il quale ha ricevuto una candidatura al Golden Globe per la sua performance e una candidatura agli Emmy per la produzione esecutiva del film. Nel 1998 ha interpretato il capitano Achab nel film televisivo Moby Dick, ricevendo una candidatura agli Emmy Award e una ai Golden Globe per la sua performance. Ha anche interpretato il ruolo di Scrooge nel film Canto di Natale (1999), ricevendo uno Screen Actors Guild Award.

Anni Duemila e Duemiladieci

Alla fine del 2003, durante l’undicesima e ultima stagione di Frasier, Stewart è apparso nello show nel ruolo di un regista teatrale omosessuale di Seattle, che, dopo una serie di equivoci, scambia il protagonista Frasier per un potenziale amante. Nel 2005 è apparso anche nella serie britannica Extras di Ricky Gervais. Nella serie interpreta una parodia di sé stesso venendo candidato nel 2006 per un Emmy Award, come miglior ospite in una serie comica.


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Nel 2011 Stewart appare nel documentario lungometraggio The Captains con William Shatner, che ha anche scritto e diretto il film. Nel film, Shatner intervista attori che hanno ritratto capitani all’interno del franchise di Star Trek. Il film dedica molto tempo alle interviste di Shatner con Stewart nella sua casa dell’Oxfordshire, nonché a una convention di Star Trek di Las Vegas, Nevada; Stewart rivela sia la paura e i fallimenti personali, sia i grandi trionfi ottenuti, a causa del ruolo di capitano della Flotta Stellare.

Nel novembre 2012 Stewart ha ripreso il ruolo del professor Charles Xavier insieme con la sua controparte giovanile interpretata da James McAvoy nel film X-Men – Giorni di un futuro passato diretto da Bryan Singer, regista del primo e secondo film della serie. Nel 2017 ha ricoperto nuovamente il ruolo in Logan – The Wolverine di James Mangold. Nell’agosto 2018 ha annunciato che ritornerà a interpretare Jean-Luc Picard in una nuova serie del franchise Star Trek prodotto dalla CBS intitolata Star Trek: Picard.

Carriera teatrale

Dopo la conclusione di Star Trek: The Next Generation, Stewart ha presto scoperto che gli mancava il teatro. Anche se è rimasto associato con la Royal Shakespeare Company, la lunghe riprese della serie hanno impedito all’attore di partecipare in molti altri lavori. In quel periodo incomincia a scrivere un one-man show e si esibisce sia nelle università della California sia in scuole di recitazione.


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Nel 1991 ha recitato a Broadway e ricevuto una candidatura al Drama Desk Award come “Outstanding One-Person Show”. Ha messo in scena spettacoli nel 1992, 1993, 1994, 1996 e ancora una volta, a beneficio dei sopravvissuti e le famiglie delle vittime negli attacchi dell’11 settembre 2001. Per le sue interpretazioni, Stewart ha ricevuto il Drama Desk Award per la migliore interpretazione in un one-man show nel 1992 e il Premio Laurence Olivier per il Miglior Spettacolo one-man show nel 1994.

Nel 2009 è apparso accanto a Ian McKellen come il duo di piombo di Vladimir (Didi) ed Estragone (Gogo), in Aspettando Godot. Precedentemente era apparso solo una volta al fianco di McKellen sul palco, ma la coppia aveva sviluppato una stretta amicizia durante le attese sul set nel corso delle riprese dei film degli X-Men.

Doppiaggio

Conosciuto per la sua voce forte e autorevole, Stewart l’ha prestata per una lunga serie di progetti. Ha narrato registrazioni di Pierino e il lupo, Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi e L’ultima battaglia (conclusione della serie Le cronache di Narnia). Fu anche voce narrante nel film Nove Mondi, un tour astronomico del sistema solare e in documentari naturalistici, come The Secret of Life on Earth e Mountain Gorilla. Ha anche prestato la sua voce allo Specchio Magico nello spettacolo dal vivo Snow White – An Enchanting Musical. Tra i numerosi progetti a cui ha prestato la voce vi sono: Il principe d’Egitto, Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio, Chicken Little, Pagemaster – L’avventura meravigliosa e nei doppiaggi inglesi dei film anime giapponesi Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki e Steamboy.


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Ha anche doppiato il maiale Napoleone in un adattamento televisivo de La fattoria degli animali di George Orwell e partecipato in qualità di guest star nell’episodio de I Simpson Homer il grande. Sir Patrick è anche la voce narrante del prologo e di epilogo di Nightmare Before Christmas. Originariamente era stato scelto come voce di Jafar in Aladdin, ma a causa di conflitti di programmazione dovette rinunciare.

Dal 2005 ha un ruolo ricorrente come vice direttore della CIA Avery Bullock, disegnato secondo le sue fattezze, nella sit-com animata American Dad!, oltre a partecipare a otto episodi de I Griffin, quasi sempre nel ruolo di sé stesso o di Jean-Luc Picard. Nel 2006, ha doppiato il padre di Bambi, nel sequel direct-to-video di Bambi, intitolato Bambi 2 – Bambi e il Grande Principe della foresta.

Oltre a dar voce ai suoi personaggi di Star Trek e X-Men in diversi videogiochi, Stewart ha lavorato come doppiatore in altri adattamenti videoludici, come Castlevania: Lords of Shadow, Forgotten Realms: Demon Stone, Terre di Lore: The Throne of Chaos e The Elder Scrolls IV: Oblivion per il quale nel 2006 ha vinto uno Spike TV Video Game Award per la sua recitazione nel ruolo dell’imperatore Uriel Septim. Ha anche prestato la sua voce a diverse edizioni della Enciclopedia interattiva Compton.

È anche apparso in una serie di spot pubblicitari tra cui le pubblicità televisive britanniche per Domestos 5x Longer Bleach e Moneysupermarket.com, una pubblicità per il carburante Shell, e una pubblicità statunitense per il farmaco Crestor. Inoltre è la voce narrante negli spot andati in onda nel Regno Unito e in Australia per la versione PAL di Final Fantasy XII.

Vita privata

Da un primo matrimonio, celebrato nel 1966 con l’attrice Sheila Falconer, sono nati due figli: Daniel e Sophie. La coppia divorzia nel 1990. Nel 1997 si fidanza con Wendy Neuss, uno dei produttori di Star Trek: The Next Generation; i due si sposano il 25 agosto 2000 e divorziano nel 2003. Stewart si è sposato l’8 settembre 2013 con Sunny Ozell, cantante e compositrice, dopo 4 anni di fidanzamento; a officiare la cerimonia è stato Ian McKellen.


Patrick Stewart e Sunny Ozell.
Patrick Stewart e la sua terza moglie, Sunny Ozell.

Dopo aver vissuto a Los Angeles per molti anni, Stewart si trasferì in Inghilterra nel 2004, in parte per tornare a lavorare in teatro. Nello stesso anno, è stato candidato Cancelliere dell’Università di Huddersfield e successivamente, nel luglio come docente di recitazione. In questo ruolo, partecipa regolarmente alle cerimonie di laurea nel Regno Unito e Hong Kong e insegna corsi di perfezionamento per studenti di teatro.

L’attore è stato nominato Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) nel 2001 ed è stato investito del titolo di “Knight Bachelor” nel 2010. Patrick Stewart è affetto da artrite reumatoide (malattia di cui aveva sofferto anche la madre).

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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