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Salvini: “Non ci sono imprenditori sfruttatori, la colpa è del Reddito di Cittadinanza”

Salvini vorrebbe la reintroduzione dei voucher e nega l'esistenza di imprenditori sfruttatori. La manodopera sarebbe carente per colpa del Reddito di Cittadinanza

Durante un’intervista a RaiNews 24, Matteo Salvini, segretario della Lega, nega l’esistenza di imprenditori sfruttatori additando la responsabilità della carenza di manodopera al Reddito di Cittadinanza. Proprio quella misura, ovvero la L. 26 del 2019, “recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, venne avanzata dopo pochi mesi dalla nascita del governo gialloverde, frutto del compromesso tra Lega e M5S. Inoltre, il leader del Carroccio, per superare il problema dello sblocco dei licenziamenti sarebbe favorevole alla reintroduzione dei voucher, simbolo di precarietà.


Salvini promuove la reintroduzione del voucher per incentivare il lavoro

L’intervista a Salvini, in onda su RaiNews 24, inizia con una semplice domanda della presentatrice, in merito alle accuse smosse dal ministro Orlando. Nello specifico, il ministro del Lavoro avrebbe accusato il leader della Lega di fare tatticismi sulla pelle delle persone. Salvini, quasi seccato, ha aggiunto: “Che noia. Io vorrei lavorare per risolvere i problemi . Sono sulla mia scrivania, chi è a casa non lo vede, però, non c’è Orlando o il tatticismo, c’è il tema cartelle esattoriali, c’è il fondo antiusura da sbloccare, c’è la riapertura delle discoteche, che riguarda 100mila posti di lavoro. Quindi, ci sono dei provvedimenti concreti. Il lavoro è una priorità, insieme alla salute. Sul tema salute sono orgoglioso di quello che il governo, le Regioni, il commissario Figliuolo stanno facendo, archiviando i ritardi, le polemiche, i problemi. Sul tema lavoro, ovviamente, dedico il 90 percento del lavoro mio e di tutti i parlamentari della Lega.

Ci sono alcuni settori che non hanno problemi di licenziamento, ma hanno, anzi, l’esatto contrario del problema, quello di non trovare manodopera. La manifattura, l’industria, l’edilizia, quindi da fine giugno, possono tranquillamente tornare, senza vincoli, sul mercato. Anzi, si teme la mancanza di manodopera. Fra le altre proposte, la Lega chiede la reintroduzione dei voucher, del lavoro a tempo. Perché è meglio un lavoro a tempo, che la disoccupazione”.


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Mancanza di lavoro? Colpa del Reddito di Cittadinanza, non degli sfruttatori

“Va fatta anche una riflessione, dopo un anno e mezzo di Covid, sul significato e sull’efficacia del Reddito di Cittadinanza. Molti imprenditori, da Nord a Sud, lamentano il fatto che si sentono dire troppi No, da coloro ai quali propongono un posto di lavoro, per la stagione estiva. La risposta è conviene tenermi i 500 euro e restare a casa a guardare gli europei di calcio”, prosegue Salvini.

“Non è che qualcuno paga poco gli stagionali?”, interrompe l’intervistatrice di RaiNews24

“No, no”, rassicura Salvini. “Ci sono dei contratti. Non è che ci sono gli imprenditori sfruttatori. Semplicemente, se tu prendi 600 euro, per stare a casa a guardare la televisione e ti offrono 600 euro per andare a fare il cameriere, la soluzione la lascio intuire. Quindi, parlo di revisione di un sistema che era stato creato per portare nuovo lavoro e invece, in questo momento, porta via lavoro. Sul tema con Draghi e con le imprese, ma anche con la stragrande maggioranza dei sindacati, c’è parità di vedute. Quindi, sostenere le imprese, soprattutto quelle piccole, quelle a conduzione familiare, del comparto del commercio, massacrate da Amazon, per intenderci”.

“Ma c’è la possibilità di procedere con un blocco selettivo dei licenziamenti?”, insiste la conduttrice.

“Ma c’è già nella sostanza, perché da fine giugno l’industria e l’edilizia vengono sbloccate, fino ad ottobre vengono tutelati altri settori. Settori che corrono, che esportano devono esser lasciati liberi di agire sul mercato. I settori che hanno più problemi devono essere accompagnati per qualche mese. Mi sembra che sia la soluzione più intelligente. Quindi, io invito il ministro del Lavoro ad occuparsi del lavoro e non di tattiche politiche”, conclude Salvini.

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