Cronaca

Stato d’emergenza fino al 15 ottobre: l’ok del Senato

Il Senato ha approvato con 157 voti a favore la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre richiesta dal governo. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato quali provvedimenti non sarebbero più stati attuabili in caso di stop da parte dei membri della plenaria.

Senato approva stato d’emergenza fino al 15 ottobre

Il premier ha spiegato in aula che da parte del governo non c’è nessuna “volontà di prorogare paure e allarmismi” e con un prolungamento dello stato d’emergenza non ci sarebbe alcuna “torsione autoritaria“, aveva replicato alle accuse che arrivano da una parte del Senato: “Vi sfido a interrogare i presidenti di Regione e confrontarvi con loro, vediamo se sono disponibili a dismettere queste misure di protezione”, ha detto il premier all’opposizione.

Gli attacchi delle opposizioni

Non sono mancati i duri attacchi delle opposizioni. La richiesta del governo di prorogare a ottobre lo stato d’emergenza è stata definita “una pericolosissima deriva liberticida” dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Mentre Matteo Salvini era arrivato a telefonare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per esprimere il suo “grande sconcerto e preoccupazione”. Ma il premier Conte aveva spiegato che la proroga dello stato d’emergenza sarebbe servita a “garantire la continuità operativa del sistema che abbiamo messo in piedi, per dare assistenza e sostegno e ripristino delle attività economiche e sociali”. Conte ricorda infatti che lo stato di emergenza consente di “garantire piena assistenza e protezione a tante persone colpite”, consente di “completare il potenziamento delle strutture ospedaliere“, consente di “perseguire il piano di sicurezza delle scuole“, consente ancora di attuare “un piano di sorveglianza sanitaria dei migranti“.

E al termine della replica aveva confermato che “il governo è favorevole alla risoluzione della maggioranza” che prevede la proroga dello stato d’emergenza al 15 ottobre e che elimina la possibilità di introdurre nuove restrizioni tramite dpcm. Inoltre, impegna l’esecutivo a non svolgere l’election day nelle scuole e a garantire a settembre la ripresa delle lezioni in aula.

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