Cronaca

Il Vaticano condanna per la prima volta le “cure” per guarire dall’omosessualità

La Chiesa cattolica prende ufficialmente posizione contro le cosiddette "terapie riparative", da tempo messe al bando da psicologia e medicina. Dichiarata illegittima l'associazione spagnola "Verdad y Libertad"

Dal Vaticano arriva il no alle cosiddette “terapie” per “curare” l’omosessualità. Pratiche anacronistiche, da tempo messe al bando da medicina e psicologia, da cui ora prende, per la prima volta, le distanze anche la Chiesa Cattolica.

Vaticano condanna le terapie per “curare” l’omosessualità

Lo riferisce il portale “progetto Gionata”, citando il settimanale cattolico spagnolo “Vida Nueva“, secondo cui la Congregazione Vaticana per il Clero condanna le terapie “riparative” proposte da alcuni cattolici spagnoli.

Che pratiche sono

Di che cosa si tratta in concreto? Di alcune “pratiche”, o trattamenti, di cui è stata da tempo denunciata a livello scientifico la pericolosità oltre che l’ovvia inutilità, messe in atto da alcune associazioni di ispirazione cristiana che pretenderebbero di insegnare alle persone Lgbt ad astenersi dalle loro “inclinazioni”.

L’associazione spagnola “Verdad y Libertad”

In particolare c’è un’associazione spagnola, nota come “Verdad y Libertad“, che dal 2013 offre queste cosiddette “terapie di conversione”. La sede di questa associazione si trova a Granada, dove risiede il pediatra Miguel Angel Sanchez Cordon che sarebbe l’uomo all’origine di tale iniziativa. Proprio contro questa associazione si è espressa la Santa Sede, tramite una nota della Congregazione Vaticana per il Clero che ha dichiarato l’illegittimità di “Verdad y Libertad”.

L’invito a denunciare

È la prima volta che il Vaticano si schiera e prende posizione contro questo tipo di pratiche e lo ha fatto dopo un’indagine a cui hanno aderito sacerdoti, religiosi e laici. Tramite l’informativa finale si è quindi deciso di invitare “i vescovi a non assecondare, né partecipare, né raccomandare le terapie svolte da Verdad y Libertad, in quanto sono errati la metodologia e gli obiettivi perseguiti”.

Di più: si sostiene che l’associazione non sia mai stata appoggiata o autorizzata e si invita “chiunque sia stato danneggiato a sporgere denuncia civile in quanto, dal punto di vista canonico, non possiamo intervenire in ciò che fanno”, dichiarano alcune fonti citate da “Progetto Gionata“.

Considerata una setta

Già nel novembre 2019 la Santa Sede aveva dato un primo avviso, quando i vescovi spagnoli prepararono un’informativa su “Verdad y Libertad” e la sottoposero al cardinale Stella. Il documento raccoglieva le testimonianze di vari consacrati che denunciavano di aver subìto pratiche “vessatorie” giustificate dall’idea che “l’omosessualità si può cambiare”.

Progetto Gionata cita anche le parole di un sacerdote che ha fatto parte dell’associazione: “Sono molto soddisfatto che la Chiesa si sia pronunciata in maniera ufficiale con questa condanna. Sono contento che la madre Chiesa non si mescoli con quella che considero una setta, perché anch’io ho sofferto per causa sua, e soprattutto sono soddisfatto che nessuno possa dire che quello che lì viene praticato, si faccia nel nome di Gesù“.

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