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Il processo di Walter de Benedetto, accusato di coltivare cannabis per curarsi

Walter De Benedetto è a processo, dopo aver coltivato cannabis per curarsi, scavalcando le carenze del sistema sanitario

Walter De Benedetto sarà giudicato, con rito abbreviato, il prossimo 27 aprile. A stabilirlo, sono stati i giudici di Arezzo. De Benedetto dovrà rispondere dell’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti, utilizzate per contrastare l’artrite reumatoide, di cui è malato. Infatti, dopo le carenze del sistema sanitario, aveva deciso di coltivare cannabis autonomamente.


walter de benedetto

L’accusa di coltivazione di cannabis per Walter De Benedetto

A causa della particolare malattia, De Benedetto era in possesso di regolare prescrizione per la cannabis, la cui efficacia contro la sua patologia è dimostrata e riconosciuta,.

In Italia, però, la richiesta di cannabis terapeutica continua ad essere superiore rispetto alla produzione ed alla relativa importazione. Infatti, non tutti i malati riescono a procacciarsela liberamente. Per evitare di acquistare la cannabis in strada, poiché contaminata e manipolata da soggetti criminali, il cui unico scopo è il lucro, Walter aveva deciso di autoprodursela, coltivando un numero esiguo di piante, necessarie per colmare il suo fabbisogno.

La scoperta della coltivazione di Walter De Benedetto

Nel 2019, De Benedetto ha subito la perquisizione, il sequestro e la successiva accusa di coltivazione di sostanza stupefacente in concorso. Egli, però, non si è mai sottratto alle sue responsabilità. Con il coraggio di un leone, Walter ha sempre dichiarato la sua colpevolezza. Anche in aula, infatti, è arrivato in ambulanza, a causa delle sue gravi condizioni di salute, affermando: “Mi assumo la mia responsabilità, ho fatto di tutto per essere in aula oggi per andare fino in fondo. Questa è una battaglia in cui non ci sono solo io, credo nella giustizia e nella legge, mi sento a posto con la mia coscienza“.


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Walter non è solo

La difesa di Walter è sorretta dall’avvocato Claudio Miglio. Il suo caso, però, ha attratto diverse associazioni ed organizzazioni, pronte ad offrire un concreto supporto al malcapitato. A combattere insieme a Walter, infatti, sono presenti: l’associazione Meglio Legale, i parlamentari Riccardo Magi e Michele Sodano, insieme a Matteo Mainardi dell’associazione Luca Coscioni.

Negli ultimi giorni, proprio per sensibilizzare sul tema, anche l’associazione Fuoriluogo ha lanciato l’iniziativa del digiuno a staffetta.

Le parole dell’avvocato di Walter De Benedetto

“Chiediamo una giustizia equa, un giudizio che valuti il singolo caso. Il caso di Walter De Benedetto merita un’attenzione particolare. Il principio espresso delle Sezioni Unite nel dicembre del 2019, che prevede l’irrilevanza penale dell’uso personale, deve essere applicata a questo caso nonostante la quantità sequestrata non fosse modica. Walter ha una necessità evidente, ci auguriamo che il tribunale giudichi la sua condotta come lecita e necessitata dalle sue condizioni di salute.”

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