Cronaca

Truffa al Consiglio di Stato, maxi fideiussione è falsa: una condanna e 5 rinvii a giudizio

Maxi fideiussione ma in realtà è falsa, è questa la truffa ai danni del Consiglio di Stato: c’è una condanna a due anni in abbreviato e cinque rinvii. Tutti gli indagati a processo dovranno rispondere di concorso in falso in atto pubblico.

Truffa al Consiglio di Stato, una condanna

Una condanna e cinque rinvii a giudizio per concorso in falso in atto pubblico: è l’esito dell’udienza tenutasi nella giornata di ieri, martedì 30 maggio, presso il Tribunale di Roma nei confronti di sei indagati che avrebbero tentato di truffare il Consiglio di Stato presentato fideiussione bancaria di 20 milioni di euro, risultata falsa, in favore della Finworld spa. Il documento avrebbe consentito alla società di continuare l’intermediazione finanziaria, già proibita dalla Banca e dal Tar, nei confronti di alcuni club: Palermo, Lecce, Juve Stabia, Teramo, Reggina, Cuneo, Matera, Siracusa e Lucchese.

La vicenda

I fatti risalgono ale 2017 quando la Banca d’Italia aveva tolto le autorizzazioni alla Finworld perché sosteneva non avesse liquidi per garantire le fideiussioni creando scompiglio nel mondo del calcio professionistico. Diverse infatti le società che avevano tentato di porvi rimedio. Anche la società finanziaria era corsa ai ripari rivolgendosi al Tar che però aveva appoggiato la decisione presa dalla Banca d’Italia.

A quel punto si è rivolta al Consiglio di Stato che, per revocare la decisione dei giudici, aveva chiesto una fideiussione come garanzia. Per questo ne hanno presentato una falsa da 20 milioni di euro erogata da Cariparma Credit Agricole.

Gli indagati

A processo sono finiti Edoardo Corradio Caforio, amministratore delegato e amministratore di fatto di Finworld spa, Gionata Paolo Cometti, titolare dell’omonima ditta individuale esercente l’attività di intermediazione finanziaria. David Della Morte Canosci, presidente del consiglio di amministrazione della Finworld spa, Valentina Gubbiotti, consigliere di amministrazione e amministratore delegato Finworld spa e Torri Marco, titolare dell’omonima ditta individuale esercente l’attività di consulenza amministrativa, il quale avrebbe causato, insieme a Cardillo e Cometti, la materiale predisposizione della falsa polizza fideiussoria.

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