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Come isolare il sottotetto: tecniche e materiali da utilizzare

Il sottotetto di una casa, infatti, può essere abitabile oppure non abitabile; ciò comporta una sostanziale differenza tra le modalità di intervento attuabili

I recenti rincari dei costi dell’energia hanno reso ancor più sentita la necessità di implementare interventi di efficientamento energetico. In particolare, data l’obsolescenza di buona parte del patrimonio edilizio abitativo italiano, il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici è di fondamentale importanza per ridurre i consumi e beneficiare di un effettivo calo dei costi in bolletta.

Un’adeguata coibentazione deve riguardare tutte le strutture di una singola unità abitativa o di un intero condominio, incluso il sottotetto. Molte abitazioni, soprattutto quelle costruite in aree montane o pedemontane, presentano una copertura a falde spioventi ricoperte di tegole, costruita al di sopra di un solaio piano; lo spazio esistente tra le due strutture spesso è inaccessibile o, semplicemente, non abitabile e può rappresentare un problema rispetto alle prestazioni energetiche della casa poiché molto spesso si tratta di un vano non riscaldato. Ragion per cui, è bene approntare un adeguato intervento di isolamento, a seconda delle caratteristiche strutturali dell’edificio.

Il sottotetto di una casa, infatti, può essere abitabile oppure non abitabile; ciò comporta una sostanziale differenza tra le modalità di intervento attuabili per migliorare la coibentazione termica.

Isolare un sottotetto abitabile

Nel caso sia abitabile e pienamente accessibile, anche come mansarda e in caso non si vogliano eseguire interventi invasivi, l’isolamento del sottotetto, – come spiega il portale specializzato sg-lifeupgrade.it – prevede il ricorso a sistemi a secco abbinati a materiali isolanti in lana minerale. In sostanza, si tratta di costruire strutture di rivestimento quali contropareti e controsoffitti in cartongesso; questo intervento richiede anzitutto l’allestimento di una intelaiatura metallica di sostegno, all’interno della quale viene collocato uno strato di materiale isolante in lana minerale prima della posa delle lastre in gesso rivestito. Il ciclo di intervento si completa con il trattamento dei giunti – con l’applicazione di appositi nastri di rinforzo – e la stuccatura delle viti, prima della preparazione dei supporti e la successiva tinteggiatura.

Intervenire su strutture non abitabili o di difficile accesso

Per quanto concerne i sottotetti non abitabili, è necessario anzitutto fare un distinguo tra:

ho modificato trattino con elenco numerato

  1. sottotetto accessibile e pedonabile come, ad esempio, una mansarda utilizzata come magazzino o ripostiglio;
  2. sottotetto ‘aperto’, di facile accesso;
  3. sottotetto ‘chiuso’ (non abitabile e difficilmente accessibile), perlopiù dotate di sola botola di ispezione.

Nel primo caso, la soluzione più idonea è quella di anzitutto realizzare un’orditura con travetti in legno, da posare sul piano di calpestio. Tra un travetto e l’altro verrà posato lo strato di materiale isolante in lana minerale. I travetti dovranno avere un’altezza maggiore dello spessore dei pannelli isolanti (di circa 2 o 3 cm) e sugli stessi verranno appoggiate delle assi di spessore di circa 4 cm e vincolate mediante avvitatura. Su questo tavolato in legno può essere può essere posata una pavimentazione in legno, fissandola alla struttura sottostante con chiodi o viti.

In un sottotetto accessibile ma non calpestabile, la coibentazione termica può essere implementata posando uno strato di materiale isolante in feltri-rotoli in lana di vetro, direttamente sulla superficie del piano calpestabile del sottotetto, avendo cura di disporre il lato con la carta kraft verso la zona calda.

Infine, qualora il sottotetto sia ‘chiuso’ e di difficile accesso, è consigliabile procedere con la tecnica dell’insufflaggio che consiste nell’inserimento di materiale isolante in lana di vetro in fiocchi, mediante un apposito macchinario. La tecnica dell’insufflaggio viene impiegata principalmente per migliorare l’isolamento dei sottotetti dotati solo di botola d’ispezione; il macchinario per l’insufflaggio, infatti, è equipaggiato con un tubo che consente di applicare il materiale isolante – fino alla completa saturazione delle intercapedini – anche in contesti in cui l’accesso è reso difficoltoso dalla conformazione del sottotetto. L’insufflaggio rappresenta l’unica opzione attuabile anche nel caso in cui l’inclinazione delle superfici spioventi è tale da rendere troppo complessa la posa della pannellatura isolante.

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