Economia

Coronavirus, Fisco: sospesi tasse e accertamenti, congelati i versamenti Iva, stop ai mutui solo per chi è in Cigs

Arrivano i provvedimenti su fisco, tasse, accertamenti, mutui ed Iva. Il lavoro alla manovra anti coronavirus da 12 miliardi è proseguito per tutta la giornata di ieri. E il testo si è arricchito di nuove norme. Il pilastro delle misure rimane la Cassa integrazione in deroga allargata a tutti i settori. Uno strumento che, come ha spiegato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, sarà finanziato con 5 miliardi di euro. La nuova Cassa integrazione in deroga avrà una durata di 9 settimane massime. Ci saranno sussidi anche per gli autonomi e per i lavoratori stagionali.

Uno stop della macchina fiscale con la sospensione di accertamenti, cartelle esattoriali, versamenti Iva, Irpef e contributivi. E ancora ammortizzatori sociali a sostegno delle Partite Iva, tra le categorie più penalizzate in questo momento, e cassa integrazione anche per le piccole imprese. Queste alcune delle proposte avanzate emerse, ieri, dal confronto tra governo e opposizione sulle misure economiche da mettere in campo per contenere l’impatto dell’emergenza Coronavirus sul tessuto economico e produttivo del Paese.

L’obiettivo per il Governo è varare una “manovra anti-Coronavirus” entro la fine di questa settimana, in modo da riuscire a sospendere alcune scadenze fiscali imminenti, a partire da quelle per l’Iva del 16 marzo. Tra le misure contenute nella bozza del Decreto che prevede interventi per oltre 12 miliardi, l’equiparazione della quarantena alla malattia; la possibilità per la Protezione civile di requisire alberghi; più mascherine e risorse per la sanità; cassa integrazione per tutti.

Fisco: stop a tasse, accertamenti, versamenti Iva, stop mutui solo per il coronavirus

Un capitolo rilevante riguarderà il Fisco. Saranno sospesi gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate (misura già anticipata ieri da una direttiva del capo dell’Agenzia Ernesto Maria Ruffini). La sospensione dei versamenti, dei contributi e delle ritenute arriverà per filiere maggiormente colpite dal coronavirus. Ci sarà poi la sospensione dei versamenti Iva (la prossima scadenza è lunedì 16 marzo), delle ritenute e dei contributi per i contribuenti fino a 400.000 di fatturato per prestazioni di servizi e 700.000 nel caso di cessioni di beni. Verrà sospeso anche il pagamento delle rate della rottamazione e del saldo stralcio.

Il congedo parentale

C’è poi tutto il capitolo dei congedi parentali per i genitori che si trovano a dover gestire i figli a casa per la chiusura delle scuole. Nelle bozze del decreto sono riportate ancora diverse ipotesi. Le più gettonate sono due: la prima è un congedo di 15 giorni al 30% di stipendio per chi ha figli fino a 12 anni. L’alternativa è riconoscere un congedo all’80% della retribuzione per chi ha redditi inferiori a 2,5 volte l’assegno minimo (circa 1.250 euro).

Per chi ha figli tra i 12 e i 16 anni, invece, il congedo straordinario sarebbe possibile ma senza retribuzione. Arriverà anche il bonus baby sitter da 600 euro. Ma sarà erogato solo fino a esaurimento dei fondi a disposizione. C’è, infine, una norma “salva-stipendio” per i dipendenti privati in quarantena: saranno considerati in malattia ordinaria.

Il lavoro a casa: smart working

Sta invece diventando un caso la direttiva del ministro della Funzione pubblica Fabiana Dadone per rendere lo smart working modalità «ordinaria» di prestazione lavorativa nella pubblica amministrazione. La direttiva in realtà, non impone la chiusura degli uffici pubblici che, anzi, rimarranno aperti.

Viene demandata ai responsabili delle singole amministrazioni la decisione su come organizzare il lavoro e su chi lasciare a casa. Si sta delineando una situazione a macchia di leopardo. Il ministero del Tesoro ha deciso la chiusura totale degli uffici. L’Agenzia delle Entrate li terrà invece aperti, considerando praticamente come indifferibili quasi tutte le sue attività. Molti uffici non riescono ad organizzare lo smart working per la carenza dei dispositivi informatici. Alcune amministrazioni lamentano il diniego della Ragioneria all’accesso da remoto ai sistemi di pagamento.

La situazione, insomma, appare caotica. «Troppe Amministrazioni pubbliche, tra cui il comune di Venezia e imprese, ancora tergiversano sul consentire il lavoro agile» , ha commentato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

La quarantena equiparata alla malattia

Anche per il lavoro privato, come già avvenuto per i dipendenti pubblici, arriverà una norma salva-stipendi in caso di sospetto contagio da coronavirus.

I lavoratori che saranno messi in quarantena precauzionale perché venuti a contatto con soggetti ai quali è stato diagnosticato il coronavirus, verranno considerati come se fossero in malattia. In deroga alle disposizioni vigenti, la norma dispone che gli oneri a carico del datore di lavoro e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele previste dalla proposta normativa siano posti a carico dello Stato.

Congedo figli: retribuito solo fino ai 12 anni

I congedi per i genitori lavoratori che hanno i figli a casa a seguito della chiusura delle scuole potranno essere usufruiti anche da chi ha figli tra i 12 e i 16 anni di età. In questo caso, però, a differenza di quanto avverrà per chi ha figli con meno di 12 anni, l’astensione dal lavoro sarà senza retribuzione.

Per gli altri, per coloro cioè che hanno figli fino a 12 anni, si stanno valutando ancora due soluzioni: la prima prevede una retribuzione per tutti del 30%; la seconda prevede una retribuzione più alta, dell’80%, ma solo per coloro che hanno uno stipendio inferiore a 1.250 euro mensili

Mutui: sospensione limitata ai cassintegrati

Si sgonfia, almeno per il momento, la misura della sospensione del pagamento delle rate dei mutui per 18 mesi. Secondo le bozze del decreto anti-virus che dovrebbe essere approvato oggi, la misura si limiterebbe ad una semplificazione dell’utilizzo del fondo Gasparrini – che serve a sostenere la sospensione della rata di mutuo per i cassaintegrati.

Una misura che, tra le altre cose, non entrerà in vigore prima di trenta giorni. Non c’è dunque, una sospensione allargata del pagamento delle rate dei mutui sulle prime casa come inizialmente annunciato

Cassa integrazione per tutti i settori: durerà 9 settimane

La bozza del decreto anti-virus prevede l’estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale. I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, spiega la bozza, «possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza Covid-19”, per un periodo massimo di nove settimane»

Garanzia statale per la moratoria sui prestiti

Il decreto anti-virus del governo avrà tra le sue norme anche l’attesa moratoria dei finanziamenti (mutui, leasing, aperture di credito, finanziamenti a breve in scadenza). Tutte le sospensioni saranno assistite da garanzie statali di ultima istanza pari al 33%. Il costo per lo Stato, secondo le simulazioni, dovrebbe variare da 1,35 a 2 miliardi complessivi (a seconda del tasso ammortamento che si sceglie, da 4% a 6%). Ci sarà inoltre, un potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia Pmi, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti (vale 1 miliardo di euro)

Affitti: credito d’imposta per il proprietario che non incassa

Tra i temi sul tavolo c’è quello degli affitti, soprattutto per i locali commerciali. Il governo ha decretato la chiusura di molti esercizi, i cui locatari potrebbero trovarsi in difficoltà a pagare i canoni. Nel decreto dovrebbe esserci una norma che riconosce al proprietario che non incassa le rate (e rinuncia ad incassarle) un credito di imposta. Le proposte sul tavolo in realtà sono diverse. C’è anche la sospensione del pagamento delle tasse sui canoni non effettivamente incassati. I nodi saranno sciolti oggi.

Alberghi requisiti

La Protezione Civile fino al 31 luglio o fino a fine emergenza potrà requisire strumenti medici o chirurgici o in via temporanea anche alberghi o altri immobili per aumentare i posti letto per far fronte all’emergenza.

Incentivi per produrre mascherine

Per “assicurare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale, ai valori di mercato al 31 dicembre 2019, – si legge nella bozza – Invitalia è autorizzata a erogare finanziamenti mediante contributi a fondo perduto e in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese produttrici”. I dispositivi andranno con priorità ai medici e agli operatori sanitari.

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