Cronaca

Covid, l’Oms dice no al Natale in famiglia: “Evitate pranzi e cenoni”

Coronavirus e Natale, Oms vieta cenoni e feste di famiglia: "Sarebbe la decisione più saggia" fanno sapere

Anche dall’Oms arriva lo stop al Natale ai tempi del Coronavirus. Il capo tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Maria Van Kerkhove, durante il consueto briefing sul Covid-19, ha ribadito: “La decisione più saggia a Natale sarebbe quella di non fare né pranzi né cene in famiglia per contenere la diffusione del coronavirus”.

Coronavirus, Oms dice no ai cenoni di Natale

La difficile decisione di non riunirsi in famiglia per le feste è la scommessa più sicura”, ha sottolineato la dottoressa. Proprio in queste ore in Italia è caldo il dibattito su cosa si potrà fare e cosa no durante le festività natalizi.e

No allo spostamento tra regioni

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, ospite ieri sera da Fabio Fazio, ha dichiarato che “Gli spostamenti tra regioni possono avvenire solo se tutte le regioni andassero in zona gialla. Dobbiamo panificare le vacanze con prudenza”.

No a veglioni e festeggiamenti

Il Premier Conte che ha già escluso un Natale di socialità “Veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili. Significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termini di decessi e stress sulle terapie intensive”.

No a cenoni con tante persone

Una stretta dovrebbe arrivare anche sui cenoni natalizi, che si ipotizza non potranno vedere più di 5 o 6 persone sedute alla stessa tavola

No alle vacanze sulla neve

Secondo le indiscrezioni delle ultime ore, inoltre, l’esecutivo starebbe studiando un piano per prevenire le vacanze invernali, con le piste da sci chiuse. Sempre secondo quanto trapelato fino ad ora, si starebbe lavorando anche a un’iniziativa a livello europeo.

Le regole per gli impianti sciistici al vaglio del Governo

Intanto sono state elaborate le linee guida delle Regioni per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensorisciistici.

Niente shopping sfrenato

Senza controlli e sanzioni adeguate, lo shopping di Natale rischia di produrre a gennaio lo stesso effetto sul virus che ha avuto ad agosto l’apertura delle discoteche e l’allentamento di tutte le misure: è questa l’ipotesi del Comitato tecnico scientifico.

Ingressi controllati

Allo studio c’è la possibilità di allargare le fasce orarie di apertura dei negozi, compresi i centri commerciali al momento chiusi nei fine settimana e nei festivi, contingentando gli ingressi, soprattutto nelle strutture più grandi.

Le regole per gli acquisti natalizi

Una delle ipotesi sul tavolo è quella di contingentare non solo gli ingressi negli esercizi commerciali ma anche l’accesso a determinate strutture, strade e piazze dove si concentra lo shopping, soprattutto nelle grandi città, sulla scia di quanto già fatto con la possibilità per i sindaci di chiudere i luoghi della movida

Gi orari

Si studia anche la possibilità di prorogare l’ora del divieto di uscita alle 23, nel periodo prenatalizio, in modo da favorire le uscite se le attività commerciali saranno davvero aperte più a lungo.

Orari più flessibili, ma solo il giorno di Natale

È possibile che la libertà di circolazioni si proroghi alle 24 soltanto il giorno di Natale per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose. In discussione rimane l’ora del divieto di uscire dalla propria abitazione la sera di Capodanno.

Niente “trenino” di Capodanno

Resta comunque escluso che possano esserci feste e banchetti per celebrare l’arrivo del nuovo anno.

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