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Vaccini, il monito di Draghi: “Con che coscienza la gente salta la lista?”

Vaccino Astrazeneca, Draghi spiega cosa cambia in Italia con la somministrazione del siero consigliato solo agli over 60

Cosa cambia per il vaccino Astrazenca in Italia? Ne ha parlato il premier Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio di oggi, giovedì 8 aprile. Una conferenza organizzata dopo la circolare firmata da Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, in merito al vaccino Vaxzevria ed ai limiti di età per la somministrazione del siero.

Cosa cambia per il vaccino Astrazenca in Italia? Ecco cosa ha detto Draghi

“Queste ultime settimane sono state piene di cose fatte e poche occasioni di incontro: più che parlare io ascolto le vostre domande”, ha esordito Mario Draghi rivolgendosi ai giornalisti. “Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?”, ha osservato il presidente del Consiglio.

“Uno può banalizzare e dire: smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani o ragazzi, psicologi di 35 anni. Queste platee di operatori sanitari che si allargano. Con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare? La raccomandazione è usare AstraZeneca per chi ha più di 60 anni“, ha ricordato Draghi.

Sul tema dei vaccini ha preso la parola poi il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli: “Va ribadito che questo vaccino, AstraZeneca, può coprire la popolazione fragili: le scelte fatte fanno riferimento a eventi trombotici in sede inusuali ma straordinariamente rari: 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati”.

“La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “La disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette di vaccinare chi ha più di 80 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70”.

Vaccino Astrazeneca, cosa cambia in Italia: ecco i limiti di età

“Sentito il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità – si legge nella nota firmata da Rezza – ribadendo che il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da Covid nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”.

Ho già ricevuto la prima dose di Astrazeneca, cosa devo fare?

“In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino” conclude la circolare firmata da Rezza.

Vaccino Covid AstraZeneca, i nuovi sintomi da segnalare

I sintomi sono:

  • respiro corto,
  • dolore al petto,
  • gonfiore nella gamba,
  • dolore addominale persistente (pancia),
  • sintomi neurologici, tra cui mal di testa gravi e persistenti o visione offuscata, piccole macchie di sangue sotto la pelle oltre il sito di iniezione.

Come cambia il bugiardino

Nel foglio illustrativo aggiornato, il vaccino Vaxzevria continua a essere indicato per l’immunizzazione attiva nella prevenzione di Covid-19 in soggetti di età pari o superiore a 18 anni. Si legge inoltre che “i dati degli studi clinici attualmente disponibili non consentono una stima dell’efficacia del vaccino in soggetti di età superiore ai 55 anni”. La sicurezza e l’efficacia di Vaxzevria nei bambini e negli adolescenti (di età inferiore ai 18 anni) non sono state ancora stabilite perché non esistono dati disponibili.

Le rinunce e le seconde dosi

Visto il boom di rinunce e disdette di persone che hanno ricevuto la prima dose e non vogliono fare la seconda, nel foglietto illustrativo si dice che non si sa se il ciclo vaccinale completato con il richiamo di un vaccino diverso dal primo possa essere efficace. “Non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità di Vaxzevria con altri vaccini antiCovid19 per completare il ciclo di vaccinazione. I soggetti che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria devono ricevere la seconda dose di Vaxzevria per completare il ciclo di vaccinazione”.

Anche il ministero della Salute oggi ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. La circolare – inviata a Regioni, istituzioni ed associazioni – dice che chi ha fatto la prima dose può fare la seconda. “Chi ha già ricevuto una prima dose Vaxzevria, può completare il ciclo col medesimo vaccino”. Il parere è allegato alla circolare del ministero della Salute che aggiorna le raccomandazioni sul vaccino. “Al momento – si legge nel parere del Comitato tecnico scientifico allegato alla circolare – non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose in quanto al momento essa è stata somministrata solo ad un numero limitato di soggetti”.

Non deve essere somministrata la seconda dose del vaccino a coloro che hanno manifestato anafilassi alla prima dose di Vaxzevria, si legge nel foglietto illustrativo. C’è anche un paragrafo sulle reazioni correlate all’ansia come la sincope, l’iperventilazione o reazioni correlate allo stress: “possono verificarsi in associazione alla vaccinazione come risposta psicogena all’iniezione con ago. È importante che siano adottate precauzioni per evitare lesioni da svenimento”, si legge.

La vaccinazione deve essere posticipata nei soggetti che hanno febbre alta mentre «la presenza di un’infezione minore e/o febbre lieve non deve ritardare la vaccinazione».

Disturbi della coagulazione

Ecco il nuovo paragrafo sui possibili ma rari disturbi della coagulazione che hanno reso famoso il vaccino AstraZeneca. “È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia.

La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale. Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico“.

Rischio di sanguinamento con somministrazione intramuscolare

Infine si legge che come per altre iniezioni intramuscolari, il vaccino deve essere somministrato con cautela in soggetti che ricevono terapia anticoagulante o che sono affetti da trombocitopenia o da qualsiasi disturbo della coagulazione (come l’emofilia), poiché in questi soggetti possono verificarsi sanguinamento o formazione di lividi a seguito della somministrazione per via intramuscolare.


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Il sito del Ministero della Salute

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