Cronaca

Crisi gas in Ue, l’Agenzia internazionale per l’Energia accusa la Russia

Il capo dell'Aie: "Gazprom ha ridotto le sue esportazioni verso l'Europa del 25% rispetto a un anno fa"

Crisi del gas in Ue, il capo dell’Agenzia internazionale per l’Energia, Fatih Birol, accusa Mosca per la crisi energetica in corso in Europa. “Ci sono forti evidenze del fatto che la carenza di gas in Europa sia causata dal comportamento della Russia“, ha detto Birol in conferenza stampa. “L’attuale deficit di stoccaggio nell’Unione europea – ha sottolineato – è in gran parte dovuto a Gazprom“.

Crisi energetica in Europa: l’Ue accusa Mosca

In termini di gas europeo crediamo che ci siano forti elementi di ristrettezza nei mercati del gas europei a causa del comportamento della Russia“, ha continuato Birol. “Vorrei anche fare notare che i bassi flussi di gas russo di oggi verso l’Europa coincidono con l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche sull’Ucraina. Volevo solo sottolineare questa coincidenza“, ha proseguito.

Gazprom ha ridotto le sue esportazioni verso l’Europa del 25%

La Russia, secondo il capo dell’Aie, potrebbe inviare fino a un terzo di gas in più attraverso i gasdotti esistenti: si tratterebbe del 10% del consumo giornaliero europeo, cioè all’incirca la quantità che secondo i funzionari del settore sarebbe necessaria per evitare una grave carenza in caso di clima più freddo del previsto. Ciononostante, contrariamente ad altri paesi come Norvegia, Algeria e Azerbaigian che aumentano le loro forniture in Europa, “Gazprom ha ridotto le sue esportazioni verso l’Europa del 25%” nel quarto trimestre rispetto a un anno fa “malgrado i prezzi di mercato elevati“.

Putin: “Gazprom ha adempiuto ai propri obblighi”

Il presidente russo, Vladimir Putin, da parte sua, ha evidenziato che Gazprom ha adempiuto ai propri obblighi in base a contratti a lungo termine e ha accusato gli europei di muoversi verso prezzi di mercato volatili a breve termine per i prezzi spot elevati del gas. Inoltre, Putin ha affermato che i tedeschi avrebbero rivenduto il gas russo alla Polonia e all’Ucraina invece di soddisfare le esigenze del proprio mercato.

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