Cronaca

Forza Nuova, Castellino e Fiore restano in carcere

Disordini a Roma, Fiore e Castellino di Forza Nuova restano in carcere con le altre 4 persone arrestate dopo gli scontri

Roberto Fiore e Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, restano in carcere con le altre 4 persone arrestate dopo gli scontri avvenuti nella manifestazione no green pass di sabato scorso a Roma che ha visto anche l’assalto alla sede della Cgil.

Disordini a Roma, Fiore e Castellino restano in carcere

Il gip Annalisa Marzano dopo l’udienza di convalida di questa mattina ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Castellino, Fiore, il leader del gruppo ‘Io apro’, Biagio Passaro, Luigi Aronica, ex Nar, Pamela Testa e Salvatore Lubrano.

Cosa è successo

L’assalto alla Cgil è avvenuto ieri, sabato 9 ottobre. La sede del più antico sindacato del Paese è stata presa di mira da un gruppo di manifestanti che si è staccato del corteo non autorizzato contro il green pass e ha puntato diretto verso l’edificio di Corso Italia, guidato dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore e da Giuliano Castellino.

I manifestanti, usando i bastoni delle bandiere, si sono assembrati davanti all’ingresso a vetri e sono riusciti a sfondare le porte della sede e ad entrare, facendo anche dei danni all’interno. Il sindacato, secondo i no pass, è colpevole di non difendere i lavoratori che saranno obbligato dal 15 ottobre a presentare il green pass in tutti i posti di lavoro pubblici o privati.

Assalto Cgil di Roma, chi è Giuliano Castellino di Forza Nuova

Giuliano Castellino ha 45 anni: è il capo romano di Forza Nuova, il luogotenente, l’ombra di Roberto Fiore, il leader nazionale, che già un anno fa, a una manifestazione di no mask a Roma, dettò così la linea al movimento neo-fascista: “Questa battaglia per noi è strategica. A eventuali nuovi lockdown risponderemo con la disobbedienza civile e anche incivile”.


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Come la guerriglia di ieri, per cui è stato fermato e portato in questura. “Qui non ci sono fascisti – disse Castellino dal palco dei no mask, con tutti i suoi tatuaggi e i suoi cento chili da Raging Bull – qui c’è il popolo, ci sono le famiglie, io sono qui come padre di tre figli che ha perso il lavoro durante il lockdown”. 

L’esperienza politica di Giuliano Castellino

Un tempo provò a istituzionalizzarsi: dirigente nel 2013 della Destra di Francesco Storace e prima ancora sostenitore di Gianni Alemanno col movimento «Popolo di Roma». Ma dopo tanto peregrinare ha abbracciato la sua vera vocazione: la trincea e lo scontro. E così sono arrivati pure gli arresti e le condanne. Il Capodanno del 2015 passato in Questura dopo che gli trovarono un etto di cocaina e 30 petardi a casa. E i 5 anni e mezzo di carcere per aver aggredito nel cimitero del Verano il 7 gennaio del 2019 due reporter de L’Espresso (i giornalisti non gli sono mai piaciuti) durante una cerimonia per i morti di Acca Larentia.

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