Bambino Gesù di Roma: due gemelline siamesi, separate dalla testa con successo. Primo caso al mondo

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Ervina e Prefina, due gemelline siamesi, separate dalla testa con successo. Un intervento unico al mondo eseguito con successo al Bambino Gesù di Roma

Ervina e Prefina, due gemelline siamesi, separate dalla testa con successo. Un intervento unico al mondo eseguito dall’equipe dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma su due gemelline siamesi africane unite per la testa. Unite ma diverse: Prefina giocherellona e vivace, Ervina seria e osservatrice. Per la loro particolare conformazione le piccole rientravano nella rarissima categoria dei siamesi craniopagi “totali”, cioè uniti sia a livello cranico che cerebrale.

Gemelline siamesi unite per la testa, separate al Bambino Gesù. Primo caso al mondo

I chirurghi hanno donato loro un futuro: a un mese dalla separazione definitiva, le gemelline stanno bene e il 29 giugno scorso hanno festeggiato 2 anni guardandosi negli occhi e muovendo le manine a ritmo di musica. Hanno superato operazioni difficilissime, le ferite ancora non sono rimarginate e il rischio di infezione, comunque, è ancora presente.

La storia

La presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, ha conosciuto le due gemelline nel 2018 a Bangui, Capitale della Repubblica Centroafricana, dove stava seguendo i lavori in una struttura pediatrica voluta da Papa Francesco. Ha deciso di farsi carico di Ervina e Prefina, nate allora da pochi giorni, e di portarle a Roma.

Neurochirurghi, anestesisti, neuroradiologi, chirurghi plastici, neuroriabilitatori, ingegneri, infermieri di differenti aree specialistiche e fisioterapisti hanno studiato un anno prima di effettuare il delicatissimo intervento. Per i medici la grande sfida è il sistema venoso cerebrale, che le gemelle condividono in diversi punti. Le reti venose del cervello, infatti, sono ad alto rischio ischemie ed emorragie.

Tre interventi

Vengono programmati ed eseguiti tre interventi, ognuno più delicato e complicato dell’altro, ma hanno successo. Ora dormono in due lettini singoli e proseguono il programma di neuroriabilitazione, anche se per alcuni mesi dovranno indossare un casco protettivo.

Il loro cervello, però, è integro, “il sistema ricreato funziona, il flusso di sangue si è adattato al nuovo percorso. Si trovano in una condizione che darà loro la possibilità di crescere regolarmente sia dal punto di vista motorio che cognitivo, e di condurre una vita normale, come tutte le bimbe della loro età”,  spiegano i medici del Dipartimento di Neuroscienze.

Un caso rarissimo

La nascita di una coppia di gemelli siamesi è rara e i gemelli uniti per la testa (craniopagi) sono i più rari: 1 su 2,5 milioni di nati vivi, 5 casi ogni 100.000 gemelli. Nella letteratura scientifica sono stati descritti pochissimi casi. Fino agli anni ’60 i tentativi di separazione avevano un tasso di mortalità vicino al 100 per cento, mentre successivamente, con i progressi della tecnologia medica, le chance di successo sono aumentate.


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