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In ricordo di Jim Morrison: il 3 luglio 1971 moriva il leggendario frontman dei Doors

Il 3 luglio è un giorno triste per gli amanti del rock e del blues: esattamente 51 anni fa, cioè nel 1971, moriva il leggendario frontman dei Doors

C’era una volta Jim Morrison, il leggendario frontman dei Doors, deceduto il 3 luglio 1971: oggi si ricorda la morte di una delle figure più famose della musica.

Il 3 luglio è un giorno triste per gli amanti del rock e del blues: esattamente 51 anni fa, cioè nel 1971, moriva il leggendario frontman dei Doors.

Oggi si ricorda la scomparsa di Jim Morrison, il Re Lucertola

Jim Morrison, soprannominato il “Re Lucertola”, è ricordato per essere stato un dei più brillanti cantautori della sua epoca, nonché poeta e scrittore. Membro del Club27, essendo morto appunto a 27 anni, Jim Morrison è ancora ricordato dai più nostalgici, ma anche dalle generazioni più giovani che hanno avuto modo di conoscere la sua musica e approfondirne le tematiche.

Ancora oggi, nonostante siano passati tanti anni, sulla sua morta c’è ancora un velo di mistero e numerose piste farebbero pensare che, quel maledetto 3 luglio 1971, non sia morto per un semplice arresto cardiaco. Ripercorriamo insieme la straordinaria storia di uno degli artisti più ribelli, anticonformisti e sconvolgenti della storia della musica.

La giovinezza e la fondazione dei Doors

Morrison vantava un quoziente di intelligenza pari a 149 e fin da piccolo aveva sempre mostrato grande interesse per la letteratura, la poesia e la cultura in generale.

Si diplomò con ottimi risultati, riuscendo ad attirare l’interesse dei suoi insegnati colpiti dalla vastità della sua cultura e dalla sua erudizione. Tuttavia, dopo il liceo, Jim Morrison cominciò a sviluppare un carattere irrequieto e scontroso.

Non a caso, nel 1963 fu arrestato per ubriachezza e disturbo della quiete pubblica durante una partita di football a Tallahasee. Nel 1964, si iscrisse al corso di cinematografica dell’Università della California, dove conobbe il pianista Ray Manzarek, insieme al quale ingaggiò il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore per fondate una banda: The Doors!


Jim-Morrison


L’esordio musicale e il successo

Dopo diverse esibizioni nei locali più famosi della California, nel 1967 l’Elektra Records si offrì di pubblicare il loro primo album, The Doors, composto da 11 canzoni tra cui capolavori eterni come Break On Through, The Crystal Ship, Alabama Song, Light My Fire e la bellissima The End.

A quel successo ne furono seguiti molti altri: Strange Days del 1967, Waiting For The Sun del 1968 e The Soft Parade del 1969, anno in cui i Doors vennero denunciati per i disordini provati durante un loro concerto al Coliseum di Phonenix, seguiti poi dal caos scoppiato durante il concerto di Miami del primo marzo in seguito al discorso di un delirante Jim Morrison, sconvolto dagli effetti dell‘alcol e della droga.

Morrison rischiò di pagare le conseguenze di quei disordini a un prezzo altissimo ma per fortuna se la cavò con qualche condanna per capi di accusa minori. 


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La morte e i misteri

Eppure, il tramonto era dietro l’angolo e infatti, dopo la pubblicazione degli album Morrison Motel L.A.Women, il frontman decise di lasciare la band e trasferirsi a Parigi dove trovò misteriosamente la morte il 3 luglio 1971 nell’abitazione di un palazzo Beaux Arts al numero 17 di rue de Beautreillis che divideva insieme alla fidanzata Pamela Courson.

Il medico legale, che trovò il corpo di Morrison in vasca da bagno, stabilì che la causa del decesso fosse riconducibile a un arresto cardiaco, ma tale verdetto non ha mai convinto nessuno perché l’autopsia non fu mai effettuata.

Per questo motivo, è logico pensare che intorno alla dipartita del leader dei Doors ci sia un fitto alone di mistero che porta a pensare a diverse soluzioni in merito alla sua morte o presunta tale: in molti sostengono che lui non sia mai morto e che abbia inscenato la sua fine per trasferirsi in Africa e seguire le orme del suo poeta preferito, Arthur Rimbaud; i complottisti invece sono convinti che Morrison sia stato ucciso dalla CIA per via della sua mentalità ribelle che induceva i giovani alla cultura hippie e a prendere le distanze dalla guerra del Vietnam; infine, c’è chi pensa che la sua morte sia dipesa da una storia di droga. Una cosa è certa: il mondo aveva perso uno dei personaggi più influenti di quel periodo.


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Pasquale De Prisco

Nato a Napoli il 16 maggio 1986 e residente a Pagani (Sa). Laurea triennale in Lettere presso Università degli Studi di Salerno. Laurea Magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo" presso Università degli Studi Roma Tre. Ho collaborato con i quotidiani "Le Cronache" e "La Città". Ho lavorato per "MediaNews24", "Blasting News". Blogger del sito "La Puteca di Pakos".

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