Cronaca

Terremoto nella Juventus, Agnelli e il Cda presentano le loro dimissioni

Tra i dimissionari ci sono il vicepresidente Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene

Nella serata di oggi, 28 novembre, il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e il Consiglio di Amministrazione delle Juventus hanno presentato le loro dimissioni.

Juventus, Agnelli e il Cda presentano le loro dimissioni

Andrea Agnelli, con il vicepresidente Pavel Nedved e tutto il consiglio di amministrazione della società, ha presentato le proprie dimissioni. Dimissionario anche l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, al quale però resteranno le deleghe per l’amministrazione in questo periodo di passaggio, evidentemente verso una nuova dirigenza. Si attendono ovviamente in questo senso le notizie provenienti da Exor, dalla proprietà, ovvero da John Elkann. Al momento, è la parola fine sulla gestione Andrea Agnelli.

I dimissionari sono: il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood.

Il Presidente bianconero era in carica dal 2010. Andrea Agnelli lascia quindi il vertice della Juventus dopo 12 anni. È stato il quarto esponente della famiglia Agnelli, dopo il nonno Edoardo, lo zio Gianni e il padre Umberto, a rivestire questa carica.

Perché si dimette?

Le motivazioni di queste dimissioni potrebbero derivare dall’inchiesta sulle plusvalenze, anche se la certezza delle cause che hanno portato a questa scelta si avrà solo con i comunicati ufficiali del club. A fine ottobre la procura di Torino aveva notificato al Cda del club la chiusura delle indagini preliminari. I reati ipotizzati sono “false comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato”.

L’accusa è quella di aver ostacolato all’autorità di controllo, la Consob. Le annualità prese in considerazione dall’istruttoria conclusa sono tre, dal 2018 al 2020. Il 12 ottobre respinta la richiesta di misure cautelari per tre dirigenti, tra cui il presidente Agnelli.

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