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Da ‘Sabato, domenica e lunedì a ‘Io speriamo che me la cavo’: i film più belli di Lina Wertmüller

È morta Lina Wertmüller: i film più belli e famosi della regista romana morta il 9 dicembre: il successo di Io Speriamo che me la Cavo

Quali sono i film più belli e famosi di Lina Wertmüller? La regista romana è morta all’età di 93 anni, dopo una carriera costellata di successi e soddisfazioni. È stata la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze, nella cerimonia del 1977. Nel 2020 le è stato assegnato il Premio Oscar onorario.

È morta Lina Wertmüller: i film più belli e famosi della regista romana

Tra le pellicole diretta da Lina Wertmüller non possiamo non menzionare Io Speriamo che me la Cavo, film di grande successo del 1992 con Paolo Villaggio nei panni del maestro Marco Tullio Sperelli. Due anni prima, guidò la regia di Sabato, Domenica e Lunedì, trasposizione cinematografica della storica opera teatrale di Eduardo De Filippo. 

Cinema

  • I basilischi (1963)
  • Questa volta parliamo di uomini (1965)
  • Rita la zanzara (1966)
  • Non stuzzicate la zanzara (1967)
  • Il mio corpo per un poker, co-regia di Piero Cristofani (1968)
  • Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972)
  • Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” (1973)
  • Tutto a posto e niente in ordine (1974)
  • Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974)
  • Pasqualino Settebellezze (1975)
  • La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978)
  • Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978)
  • Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983)
  • Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984)
  • Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1985)
  • Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986)
  • In una notte di chiaro di luna (1989)
  • Sabato, domenica e lunedì (1990)
  • Io speriamo che me la cavo (1992)
  • Ninfa plebea (1996)
  • Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996)
  • Ferdinando e Carolina (1999)
  • Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004)

Televisione

  • Il giornalino di Gian Burrasca (1964-1965) – serie TV in 8 episodi
  • È una domenica sera di novembre (1981) – film TV
  • Il decimo clandestino (1989) – film TV
  • Bari, episodio del documentario 12 registi per 12 città (1989)
  • Vivaldi, episodio della serie TV documentaristica L’encyclopédie audio-visuelle (1993)
  • Francesca e Nunziata (2002) – film TV
  • Mannaggia alla miseria (2009) – film TV
  • Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano (2014) – cortometraggio documentaristico

Sceneggiatrice

  • Città violenta, regia di Sergio Sollima (1970)
  • Quando le donne avevano la coda, regia di Pasquale Festa Campanile (1970)
  • Quando le donne persero la coda, regia di Pasquale Festa Campanile (1972)
  • Fratello sole, sorella luna, regia di Franco Zeffirelli (1972)
  • Nessuno deve sapere, regia di Mario Landi (1972) – miniserie TV
  • Cari genitori, regia di Enrico Maria Salerno (1973)
  • Which Way Is Up?, regia di Michael Schultz (1977)

Doppiaggio

  • Nonna Fa in Mulan (1998)

Bibliografia

  • Essere o avere. Ma per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d’argento, Milano, Rizzoli, 1981.
  • Iris e lo sceicco, ovvero Sceicchi e femministe, ovvero Storia d’evasione e d’oriente, con illustrazioni di Milo Manara, Torino, Nuova Eri, 1988. ISBN 88-397-0537-6
  • Avrei voluto uno zio esibizionista, Milano, Mondadori, 1990. ISBN 88-04-33566-1
  • Alì Baba e il destino giocatore spericolato e spesso baro, Napoli, Guida, 1992. ISBN 88-7188-026-9 (bifronte con Prima o poi tornerò di Andrej Longo)
  • Arcangela Felice Assunta Job Wertmüller von Elgg Espanol von Brauchich cioè Lina Wertmüller, Milano, Frassinelli, 2006. ISBN 88-7684-786-3 (autobiografia, con un CD di 32 canzoni da lei interpretate)
  • Tutto a posto e niente in ordine, Lina Wertmüller, Mondadori, 2012. ISBN 9788804623038 (biografia)

Fra i suoi film passati alla storia, “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, “Film d’amore e d’anarchia” e “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”. Nel 2019 la regista aveva anche ricevuto la sua stella sulla Walk of Fame al 7065 di Hollywood Boulevard, a 300 metri dal Chinese Theatre. “Sono onorata, vi ringrazio tutti. Ho una responsabilità grande, rappresentare l’Italia”, aveva detto la regista.

La regista a 17 anni si era iscritta all’Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff e poi aveva iniziato a collaborare con celebri registi teatrali come Garinei e Giovannini. Nel cinema aveva iniziato come aiuto regista e attrice di Federico Fellini ne “La dolce vita” (1960) e “8” (1962). Il suo esordio come regista arrivò nel 1963 con “I basilischi”. Nella foto Sophia Loren e Lina Wertmuller durante le riprese di ‘Peperoni ripieni e pesci in faccia’. Indimenticabile “Pasqualino Settebellezze” con cui divenne la prima donna a essere candidata come regista all’Oscar nel 1977.

I premi nella carriera

Molti i premi ricevuti durante la carriera, come quello di “Genio ed Eccellenza Italiana nel Mondo“, che le è stato riconosciuto nel 2019 durante il sesto appuntamento di Senato&Cultura. “È un’emozione e un onore, che devo dire, mi fa molto piacere”, aveva detto Wertmuller in quell’occasione (nella foto, insieme alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il 6 luglio 2019).

“Sono andata dritta per la mia strada, scegliendo sempre di fare quello che mi piaceva”, amava raccontare parlando della sua esperienza nel mondo della regia. Nella foto, Lina Wertmuller nel 2007.

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