Economia

Aumentano i prezzi della pasta, ma sulla birra arriva “lo sconto”

Aumentano i prezzi della pasta.  Pesano, ancora i rincari dell'energia, sia sulle bollette di luce e gas: ecco perché sono in aumento i prezzi

Aumentano i prezzi della pasta.  Pesano, ancora i rincari dell’energia, sia sulle bollette di luce e gas, sia in tavola con un aumento del costo delle materie prime e in particolare della pasta. A lanciare l’allarme è stato uno dei big del settore, Vincenzo Divella, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, che in una intervista al Sole 24Ore spiega: “I primi 30 centesimi li abbiamo dovuti chiedere dopo l’estate, per far fronte all’aumento vertiginoso del costo della nostra principale materia prima, cioè il grano. Tra giugno e oggi, il prezzo del grano alla borsa di Foggia è cresciuto del 90%”.

Perché aumentano i prezzi della pasta

Per il titolare del gruppo italiano, “Con l’arrivo dell’autunno, poi, ci si sono messi tutti gli altri rincari: il costo del cellophane è aumentato del 25%, il gas del 300%, l’elettricità anche. Per questo a gennaio abbiamo chiesto alla grande distribuzione altri 12 centesimi al chilo. Un aumento, questo, che dovrebbe diventare effettivo con il rinnovo degli ordini alla fine di questo mese”. Il risultato è che il costo di un chilo di pasta è passato da 1,10 euro (per la grande distribuzione) a 1,40. Ma la corsa ai rincari non sarebbe finita qui.

Il “Caro pasta” proseguirà

Secondo gli esperti il prezzo della pasta è destinato ad aumentare ulteriormente. Per la fine di gennaio si prevede di arrivare a 1,52 euro al chilo, pari a un rimbalzo del 38%. La Grande distribuzione al momento ha chiesto ai produttori che i ritocchi siano graduali: “I primi dieci centesimi in più a ottobre, i secondi a novembre, i terzi a dicembre. E ora la nuova quota” ha spiegato Divella.

Perché aumentano i prezzi?

A spiegare i rincari sono fonti della grande distribuzione, che indicano i motivi nell’aumento dei costi dell’energia elettrica (+55%) e del gas (+42%), che pesano anche sulle bollette di tutti i cittadini. Questo avrebbe portato anche a cambiare le priorità degli italiani, che nel fare la spesa punterebbero ora prima di tutto ai beni primari, come pasta, farina, uova, latte, pollame e altro. Si tratta di prodotti sui quali, però, i margini di guadagno dei supermercati sono ridotti. Da qui la difficoltà anche dei venditori. A questa situazione generale si aggiungono anche i rincari sui mercati internazionali della semola, aumentata di oltre il 70%, insieme al balzo nei costi per i trasporti marittimi, i fertilizzanti, gli imballaggi in plastica e carta, questi ultimi cresciuti fino al 25%.

Taglio sul prezzo della birra

Se per la pasta si parla di aumenti, una buona notizia arriva invece per quanto riguarda la birra. La Legge di Bilancio approvata dal Parlamento a fine 2021 ha previsto un taglio di 5 centesimi sull’aliquota delle accise sulle “bionde” per tutto il 2022. Non solo: è stato deciso uno sconto del 50% per i birrifici con produzione annua inferiore a 10.000 ettolitri, del 30% per i birrifici con produzione annua compresa tra i 10.000 e i 30.000 ettolitri e del 20% per quelli con produzione annua superiore ai 30.000 ettolitri e fino ai 60.000.

La misura è stata accolta con favore dal comparto, dove AssoBirra, Coldiretti e Unionbirrai che punta a recuperare le perdite subìte nel periodo pandemico (-1,4 miliardi di euro di valore condiviso nel 2020)

 

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