Quali Salumi si possono mangiare con il Colesterolo Alto?

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L'80% circa del colesterolo in circolo nel corpo viene prodotto dal fegato, mentre il restante deriva dall'alimentazione seguita

L’80% circa del colesterolo in circolo nel corpo viene prodotto dal fegato, mentre il restante deriva dall’alimentazione seguita. Se la sua concentrazione nel sangue supera i livelli di guardia, si corrono pericolosi rischi perché il colesterolo si deposita nelle arterie riducendone il calibro e l’elasticità.

Una simile condizione favorisce, come conferma la Società Europea di Cardiologia, l’insorgenza di affezioni cardiovascolari (infarto) e malattie cerebrali (ictus). Monitorare i livelli di colesterolo nel sangue, seguire una dieta sana ed equilibrata e condurre uno stile di vita dinamico è, dunque, fondamentale per scongiurare eventi avversi.

Gli alimenti pericolosi sono diversi e tra questi vi sono, senza alcuna ombra di dubbio, i salumi (carni trasformate ricche di grassi saturi e addizionate con sale, erbe e conservanti).

Non tutti i salumi devono essere demonizzati per fortuna, ma è indispensabile fare molta attenzione alla tipologia e alla frequenza di consumo. Vediamo nel dettaglio quali salumi si possono portare a tavola.

Ipercolesterolemia: quali salumi mangiare

Chi soffre di ipercolesterolemia può mangiare solo ed esclusivamente i seguenti salumi:

 

Prosciutto crudo: insaccato lavorato naturalmente privo di conservanti e additivi. Contiene leucina, isoleucina (aminoacidi fondamentali nella dieta degli sportivi) ed è un’ottima fonte di vitamine del gruppo B e sali minerali (ferro, zinco, selenio). Cento grammi di prosciutto crudo contengono circa 70 mg di colesterolo.

 

Bresaola: prodotto con irrisorio contenuto di grassi spesso inserito nelle diete ipocaloriche. Le sue proprietà nutrizionali non possono essere definite a priori perché variano in relazione a tipologia di carne, modalità di preparazione, provenienza e molto altro ancora. Cento grammi di bresaola contengono circa 60 mg di colesterolo.

 

Fesa di tacchino: salume ad alto tenore di proteine, ma allo stesso tempo povero di grassi e glucidi. Viene consumata nelle diete dimagranti ed è un ottimo prodotto per il monitoraggio dei livelli di colesterolo e zuccheri (glicemia) nel sangue. La fesa di tacchino è leggera, facilmente digeribile (si può usare nello svezzamento dei bambini) e può essere consumata in caso gastrite. Cento grammi di prodotto contengono circa 50 mg di colesterolo.

 

Prosciutto cotto: insaccato ricco di sale da assumere con moderazione in caso di ipertensione arteriosa. Vanta un alto tenore di vitamine del gruppo B ed è un’ottima fonte di sali minerali (potassio, ferro, calcio, fosforo). Si consiglia di limitarne il consumo in virtù dell’importante contenuto in nitrati e nitriti. Cento grammi di prodotto contengono circa 60 mg di colesterolo.

Ipercolesterolemia: quali salumi evitare e perché

In presenza di alti livelli di colesterolo nel sangue, è controindicata l’assunzione di diversi salumi e tra questi ci sono mortadella, coppa e salame.

 

La prima si contraddistingue per l’alto tenore di lipidi con conseguente aumento della concentrazione di colesterolo nel sangue; è, inoltre, ricca di sodio e il suo consumo può causare un innalzamento della pressione arteriosa (ipertensione).

 

La coppa è, invece, un salume crudo ottenuto dai muscoli della testa e del collo del suino. Presenta innumerevoli striature di grasso e il suo consumo può, quindi, alterare in modo importante i livelli di colesterolo. Viene conservata sotto sale ed è controindicata a tutti coloro che soffrono di pressione alta.

 

Il salame è, infine, un alimento ipercalorico ad alto tenore di trigliceridi, colesterolo e sodio. Il suo consumo è, dunque, vietato in presenza di ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa. Si consiglia, comunque, di consumarlo raramente anche in assenza dei predetti disturbi in virtù dell’elevato contenuto calorico e dell’alta percentuale di grassi, elementi difficilmente smaltibili per chi conduce una vita prettamente statica.

 

Prestare, infine, molta attenzione a pancetta, lardo di colonnata, spalla di maiale e speck perché il loro contenuto in colesterolo può favorire la formazione di placche aterosclerotiche all’interno dei vasi sanguigni esponendo così il soggetto a un maggiore rischio di eventi cardiovascolari e cerebrali.

Conclusioni su salumi e colesterolo

L’ipercolesterolemia è una condizione preoccupante da trattare, in quanto tale, nel più breve tempo possibile al fine di scongiurare infarto del miocardio e ictus.

 

Tutte le persone che presentano alti livelli di colesterolo nel sangue devono, dunque, condurre uno stile di vita dinamico e seguire una corretta e sana alimentazione riducendo, in modo particolare, l’introito di alcuni tipi di salumi (mortadella, coppa e salame).

 

Via libera, invece, a bresaola, prosciutto crudo, fesa di tacchino e poco prosciutto cotto.

 

Fonte delle informazioni: https://www.salumipasini.com/

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