Santo del giorno 8 ottobre, oggi si venera Santa Pelagia

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Pelagia è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Secondo alcune fonti, fu un'attrice e prostituta convertitasi successivamente

Pelagia (Antiochia di Siria, III secolo – III secolo) è venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Secondo alcune fonti, fu un’attrice e prostituta che, convertitasi successivamente, condusse vita da penitente e morì da eremita presso Gerusalemme. La sua storia è molto simile a quella di santa Taide, e potrebbe trattarsi di due versioni dello stesso racconto.

Santo del giorno 8 ottobre

Secondo altre fonti, fu una vergine e martire, menzionata da san Giovanni Crisostomo e sant’Ambrogio.

È possibile che siano esistite due diverse donne di nome Pelagia, entrambe vissute ad Antiochia, entrambe del III secolo ed entrambe venerate come sante. Il nome Pelagia ricorre con una certa frequenza nel Vicino Oriente dell’epoca; ci sono altre due sante di nome Pelagia che vissero più o meno nella stessa epoca, una a Tarso (ma forse era la stessa di una delle Pelagie di Antiochia) e l’altra a Nicopoli.

S. Pelagia fu una giovane martire di Antiochia, venerata l’8 ottobre almeno già nel ‘v secolo; ne fece menzione sia S. Giovanni Crisostomo (ca. 347-407; 13 sett.), che S. Ambrogio (ca. 340-397; 7 dic.). E commemorata in questo giorno nel Breviario siriaco degli inizi del V secolo.

Crisostomo non fa il nome di questa penitente, né fa supporre che ella fosse oggetto di culto alcuno, ma l’autore posteriore prese questo romanzo edificante e attribuì il nome di Pelagia alla commediante che così, divenuta Pelagia la Penitente, fu conosciuta sempre con questo nome.

Lo scrittore stesso si è attribuito uno pseudonimo, pretendendo di essere il diacono Giacomo, al servizio di S. Nonno, vescovo di Edessa; per di più, ha rielaborato il racconto del Crisostomo, affermando che la conversione di Pelagia fu determinata dalla predicazione di Nonno e che fu proprio il vescovo a battezzarla. In seguito, continua, indossati abiti da uomo, Pelagia si recò a Gerusalemme, dove visse in una volontaria prigionia, godendo della riverenza della popolazione locale, che la chiamava “il monaco senza barba”; fu solo alla sua morte che ne fu scoperta la vera identità.

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