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Terremoto in Abruzzo, 10 anni dal sisma che devastò il cuore dell’Italia

Sono passati 10 anni da quel giorno in cui un terribile terremoto in Abruzzo di magnitudo 5.8 gradi della scala Richter, si scatenò nel cuore della città dell’Aquila.

Nella notte del 6 aprile 2009 un forte sisma preceduto da una serie di scosse iniziate nel dicembre 2008 sorprende nel sonno il capoluogo abruzzese, uno dei terremoti più disastrosi che abbiano mai colpito l’Italia. Il bilancio è stato di 309 morti, centinaia di feriti e decine di migliaia di sfollati.

Il terremoto in Abruzzo: la notte del 6 aprile 2009

La scossa distruttiva in Abruzzo si è verificata il 6 aprile 2009 alle ore 3:32 quando una scossa di magnitudo 5.8 della scala Richter devasta l’Aquila e molti dei paesi vicini. Il sisma viene avvertito in tutto il Centro Italia, fino a Napoli.


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Onna è il paese più colpito, diventato simbolo del terremoto in Abruzzo , dove il 70% dell’abitato viene distrutto dalla violenza del terremoto.

Immediatamente scattano soccorsi e solidarietà da tutta Italia. Anche da parte di personaggi famosi, tra cui molti cantanti italiani che scrivono una canzone per raccogliere fondi da destinare alle famiglie sfollate.



Il governo, in una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, approva lo stato di emergenza, conferisce i poteri di attuazione degli interventi d’emergenza al Commissario delegato Guido Bertolaso e stanzia 30 milioni di fondi per i primi giorni.

Alla fine della giornata si stimano 150 morti, 1.500 feriti e 70mila sfollati, ma il bilancio è destinato a crescere.

La scossa del 6 aprile non fu l’ultima, infatti, nei mesi successivi  la terra continua a tremare. In quell’arco di tempo si registrano oltre 35mila scosse, una media di una scossa ogni due minuti e mezzo.


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L’Aquila, già devastata, è costretta ad affrontare la paura costante di un nuovo sisma e ad allontanare il ricordo di quella tragica notte.

La difficile ricostruzione de L’Aquila

E rimane difficile la situazione della popolazione sfollata, soprattutto di coloro che abitavano in centro storico, nella “new town” dell’Aquila .

Secondo i dati ufficiali del Comune , sono 8.024 le persone che alloggiano nei Progetti Case e 2.149 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori). Per la ricostruzione delle abitazioni nel centro dell’area del sisma, che comprende L’Aquila e tutte le altre zone colpite dal terremoto, la stima dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) per il ripristino completo è tra il 2023 e il 2025.


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Oggi la situazione resta ancora drammatica per molte famiglie che devono quotidianamente fare i conti con una realtà difficile, lo Stato pian piano si sta muovendo a favore della ricostruzione, ma i tempi burocratici sono lunghi.

Il rintocco della campana per ricordare le vittime in Abruzzo

Oggi, 6 aprile la tragedia del 2009 verrà ricordata dal rintocco della campana della chiesa di S. Maria del Suffragio de L’Aquila, suonerà 309 volte, una per ogni vittima del terribile terremoto che colpì la città 10 anni fa.

Una fiaccolata attraverserà le vie principali del centro storico per arrivare in Piazza Duomo dove si terrà una veglia di preghiera e una messa, officiata a mezzanotte dal vescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi.

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