Cronaca

Venezia, poliziotto salva una turista sul cantiere degli Scalzi in extremis

Il gesto istintivo dell’agente ha salvato la 20enne dei Paesi Bassi

Poliziotto salva una turista a Venezia: l’intervento istintivo e avvenuto in extremis ha evitato il peggio per la 20enne dei Paesi Bassi. “Non pensavo alla pausa, cercavo solo di raggiungere la ragazza che era sopra l’impalcatura”.

Venezia, poliziotto salva una turista in extremis

Un salvataggio in extremis quello che ha compiuto il poliziotto Alberto Crispo sul cantiere della Chiesa degli Scalzi. L’agente è riuscito a prendere la mano di una turista 20enne, originaria dei Paesi Bassi, che si era infilata dentro il telone dell’impalcatura, ha scalato la struttura e minacciava di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 50 metri. Un gesto istintivo che ha scongiurato il peggio per la ragazza.

La dichiarazione del poliziotto

“Non pensavo alla paura, cercavo solo di raggiungere la ragazza che era sopra l’impalcatura. Volevo dialogare con lei, ma non c’è stato il tempo: appena sono arrivato ha mollato la presa e si è lasciata cadere nel vuoto. Io l’ho afferrata al volo trattenendola e poi l’ho tirata su”.

“Ho pensato solo di salvarla senza preoccuparmi dei rischi che potevo correre. E non chiamatemi eroe. Ho fatto solo il mio dovere e sono felice perché ho potuto aiutare una persona in un momento di forte difficoltà”. Alberto Crispo, 29 anni di Matera, agente del Nucleo servizi della questura di Venezia, non vuole essere lodato per il suo gesto. Ha salvato la turista da un volo di quasi 30 metri d’altezza che poteva essere fatale: “Sono riuscito ad afferrarla proprio nel momento in cui stava staccando anche la seconda mano dal tubo dell’impalcatura, lasciandosi andare nel vuoto”, ha raccontato

La dinamica

Nella mattinata di ieri, i passanti si accorgono della turista: qualcuno inizia a fermarsi, a gridare. Ci vuole poco a capire che quello che molti stanno anche filmando è una donna, dall’abito arancio acceso, che ha deciso di suicidarsi. Qualcuno dà l’allarme. A poca distanza ci sono l’agente Crispo e il suo compagno di pattuglia, Gianluigi Calabrese. Quando arrivano davanti alla chiesa riconoscono la ragazza: “Circa un’ora prima l’avevamo notata seduta su una panchina lì vicino. Era scura in volto, assorta. Non ci abbiamo fatto caso. Giornate storte capitano a chiunque”.

Senza perdere un attimo, Crispo si arrampica più veloce che può, mentre il collega rimane sotto la chiesa, assicurandosi che la gente si mantenga a debita distanza. Arrivato sul tetto, la ragazza ha già oltrepassato il parapetto di sicurezza. È questione di un attimo: la mano di Crispo afferra la sua e la salva. L’agente la mette in sicurezza, mentre gli applausi risuonano da terra. Poi riaccompagna giù la ragazza e con il collega Calabrese la affidano alle cure dei sanitari.

“Sono felice, perché sono stato utile a qualcuno. Io sono entrato in polizia perché volevo aiutare il prossimo e sono orgoglioso di portare questa divisa”, ha detto Crispo.

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