Decreti Sicurezza: niente intesa sulle modifiche

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Decreti Sicurezza: niente intesa sulle modifiche. Non si è entrato oggi nel merito dell'articolato dei due dl sicurezza che il governo intende cambiare

Decreti Sicurezza: niente intesa sulle modifiche. A quanto si apprende da fonti presenti, non si è entrato oggi nel merito dell’articolato dei due dl sicurezza che il governo Conte bis intende cambiare, con modifiche da attuare anche recependo le osservazioni del Quirinale.

Manca ancora l’intesa sulle modifiche dei decreti sicurezza

“Siamo ancora nella fase istruttoria”, confermano fonti di governo. Le diverse forze di maggioranza hanno illustrato la propria posizione, ma ci sono ancora “diverse sfumature”, viene spiegato, per giungere a una sintesi comune. In particolare, Pd, Leu e Iv sarebbero per un ‘restyling’ più deciso e determinato dei due decreti salviniani, mentre i 5 Stelle tenderebbero a frenare, seppur con delle posizioni articolate al loro interno e sensibilità diverse. Sarebbe prudente per ora, spiegano fonti presenti al tavolo, la posizione del premier Giuseppe Conte.

“Il giudizio che diamo della riunione è positivo, si sono fatti molti passi avanti, si sono condivisi obiettivi comuni e si è affrontato in modo molto concreto quello che è l’esito di questo anno e mezzo di decreti, valutando tutte le questioni negative che hanno portato e decidendo di intervenire”. Lo ha detto il viceministro all’Interno, Matteo Mauri del Pd, al termine del vertice a Palazzo Chigi.

“In particolare”, spiega ancora, si è riflettuto “sul tema dell’integrazione e su come questi dl hanno prodotto obiettivamente irregolarità. Abbiamo condiviso uno schema di lavoro, abbiamo deciso di dividere la parte più legata alla sicurezza e quella legata all’immigrazione e abbiamo riflettuto, con qualche accenno diverso ma assolutamente riconducibile all’unità, su quali possono essere gli interventi”.

“Ci sarà un altro incontro”, assicura quindi Mauri, che aggiunge: “Poi il ministro produrrà un testo”. Ma restano distanze insormontabili tra le forze di maggioranza? “Per come è andata oggi la riunione, direi proprio di no. Non ci sono distanze significative”.

“I decreti verranno modificati ma soprattutto si interverrà sugli argomenti al centro dei decreti, cioè da un lato sicurezza e da un lato immigrazione. Perché la questione non è solamente modificare i decreti ma intervenire anche più complessivamente sulla gestione dei flussi migratori”, continua Mauri. “Prima dei decreti la gestione non era perfetta, i decreti su alcuni aspetti – come l’integrazione – l’hanno peggiorata. noi abbiamo l’obiettivo non tanto di cambiare questo o quello ma di offrire agli italiani una politica più efficiente sul tema immigrazione. Questo è il nostro obiettivo, questo è l’obiettivo del governo, questo è quello che faremo”.

Per Gennaro Migliore di Italia Viva, “abbiamo avviato un confronto per una modifica radicale, in particolare dei dl sicurezza. Come Iv abbiamo chiesto anche una revisione complessiva degli accordi con la Libia”. Sulle multe alle ong, “noi chiediamo che vengano eliminate: chi salva vite umane non può essere multato”, mentre siamo “più che d’accordo sull’assunto che i trafficanti di vite umane debbano essere duramente repressi”.

Per Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera in quota M5S, “dobbiamo discutere di tante cose, ma è stato un ottimo punto di partenza perché c’è stata convergenza su tanti punti, ora ci confronteremo sul testo che elaborerà la Lamorgese, quando lo elaborerà. E’ sbagliato dire cancelliamo i decreti sicurezza tout court, non ha senso, perché ci sono tante norme che servono alle forze di polizia, che non riguardano l’immigrazione: su quello c’è tanto da lavorare e lo stiamo facendo”. “Ora si continuerà il confronto ma separando i due temi, immigrazione e sicurezza, che non vanno sovrapposti”.

“Sui permessi umanitari – aggiunge incalzato dai cronisti – bisogna lavorarci, bisogna capire come modificarli perché su questo non c’è una convergenza di vedute totale”. Mentre lo Sprar è “un punto fondamentale” su cui le forze di maggioranza sembrano essere in sintonia: “è stato cambiato con primo dl sicurezza e sta creando tensioni sociali sul territorio”.

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