Cronaca

Roma: iniziati i controlli in palestre e piscine. “Non si può chiudere tutti per colpa di pochi”

Il Governo ha dato sette giorni di tempo agli impianti sportivi per adeguarsi ai protocolli. Alcune palestre hanno ancora difficoltà

Nuovo Dpcm, il Governo ha dato sette giorni di tempo agli impianti sportivi per adeguarsi ai protocolli. Alcune palestre hanno ancora difficoltà. “Il punto più debole sono le docce”, commenta Giampaolo Duregon, presidente Anif e titolare di alcuni centri sportivi a Roma. Per il momento nel Lazio sono stati individuati 12 positivi con un link a una palestra di Nepi.

Roma: iniziati i controlli in palestre e piscine

“I controlli già ci sono. Non vorremmo che le sanzioni per pochi fossero un’escamotage per poi chiudere gli impianti. Chiediamo di multare chi non rispetta. Ma non si può interrompere l’attività di centinaia di centri sportivi per pochi casi che non si sono ancora adeguati“, commenta Duregon come riporta “Fanpage”.

Prosegue Duregon

Nelle palestre italiane è positivo 1 su 1000 e nel Lazio la media è ancora più bassa”. Però non tutti gli impianti sono riusciti a mettere in pratica quanto previsto dai protocolli, e anche gli iscritti sottolineano che spesso è difficile mantenere il distanziamento negli spogliatoi. “È vero, il punto più debole sono le docce“, spiega Duregon, “ma i gestori stanno facendo il possibile”.

I gestori delle palestre temono: “Così chiudiamo”

In questa situazione di incertezza, i titolari delle palestre si trovano a fare i conti con i dubbi degli iscritti. “Ho diversi rinnovi questa settimana”, racconta Gianluca Di Maggio, titolare di una palestra di crossfit della Capitale, “ma non so se continueranno”. Una situazione in cui è difficile anche programmare.


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