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Coronavirus, no al parco e attenti ai tablet: il decalogo dei pediatri per proteggere i bimbi

Come proteggere i bimbi in piena emergenza coronavirus? La Società italiana di pediatria ha diffuso un decalogo per i genitori elaborati da alcuni tra i migliori specialisti italiani. Ecco alcune indicazioni per i bambini, a cominciare dall’igiene.

Coronavirus, come proteggere i bambini: consigli dei pediatri

Ecco i consigli dei pediatri per proteggere i bambini

  • È molto importante che anche i bambini seguano tutte le misure di prevenzione consigliate agli adulti: lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 1 minuto cantando due volte “tanti auguri a te”e ricordarsi di chiudere il rubinetto dell’acqua con un fazzolettino di carta; non toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di tosse, raffreddore o mal di gola, abbracci e strette di mano; non far baciare il bambino da nessuno e tenerlo a distanza di almeno un metro da chiunque.
  • Insegnare ai bambini a starnutire nel gomito e non scambiare nemmeno in famiglia bicchieri e posate.
  • Pulire le superfici dove il bambino gioca o studia con disinfettanti a base di alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina)
  • Non portarli al parco. I bambini, come gli adulti, devono in questo momento restare a casa, non è consigliabile la passeggiata ai giardini specie se ci sono altri bambini o adulti. Comprendiamo che non è facile tenere i bambini in casa ma adesso è necessario, anche perché i bambini possono trasmettere l’infezione ai nonni, e per i nonni è pericolosa
  • Bisogna spiegare ai bambini (in modo adeguato al grado di comprensione e alla maturità emotiva di ciascun soggetto) ciò che sta avvenendo intorno a loro. Non ricevere spiegazioni dagli adulti in un contesto di tensione ben percepibile rischia infatti di generare un’ansia ancora maggiore rispetto a quella che può generare una consapevolezza ben gestita.
  • Attenzione agli smartphone. Pulire accuratamente i dispositivi almeno una volta al giorno e evitare di farli utilizzare da altre persone, anche della stessa famiglia, contemporaneamente.
  • Evitare di passare di mano il telefonino durante una chiamata alla sorella o alla mamma.
  • Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico. Non esistono farmaci né vitamine che possono fermare o prevenire l’infezione. Se il bambino ha la febbre, restate a casa, somministrate i soliti farmaci antipiretici (paracetamolo) e avvertite al telefono il vostro pediatra senza recarvi però al suo studio né tantomeno al pronto soccorso. Il pediatra al telefono saprà consigliarvi su cosa fare.
  • Non c’è nessuna necessità di modificare la dieta, nessun alimento può servire per contrastare il virus.
  • Restare in casa e giocare con loro. Possiamo fare tante di quelle cose. Ad esempio cercare tra le cose vecchie, e trovare qualcosa da mostrare ai nostri bambini di come eravamo, come giocavamo, dove siamo andati in vacanza. O leggere assieme, guardare atlanti, o perché no anche un libro di cucina. O ancora sentire musica, scegliendo quello che ci piace e che può piacere. O giocare, con giochi vecchi, giochi nuovi o anche nessun gioco, solo quello che troviamo in giro: tappi di sughero, scatole di cartone, spaghi, carta colorata, colla, plastilina. O guardare dalla finestra e commentare, quello che si vede e quello che non si vede più. O usare, questa volta bene, il cellulare, per chiamare i nonni e chiedere come stanno, o l’amico della scuola. Insomma, non bisogna per forza ricorrere alle cose pronte, video, audio o altro.
  • La tv può aiutare: su sette canali del digitale terrestre da 40 a 46 ci sono trasmissioni per bambini e ragazzi. I genitori li guardino e scelgano per l’età.

 


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