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Musica in lutto, è morto Franco Battiato

Franco Battiato è morto, lutto nel mondo della musica italiana ed internazionale. Aveva compiuto 76 anni lo scorso 23 marzo

È morto Franco Battiato. Cantautore, compositore, musicista, regista e pittore, aveva da poco compiuto 76 anni. Da tempo lottava con una malattia che lo ha costretto a restare lontano dalla musica, dalla sua Sicilia e dalla scena pubblica. Una perdita enorme per il mondo della musica italiana ed internazionale di cui il maestro catanese è stato un innovatore. I funerali di Franco Battiato avverranno in forma privata.

Franco Battiato è morto, musica in lutto

L’artista ha fatto parlare di sé per il grande numero di stili che ha approfondito e combinato tra loro in modo eclettico e personale: dopo l’iniziale fase pop degli anni sessanta, è passato al rock progressivo e all’avanguardia colta nel decennio seguente. Successivamente, è ritornato sui passi della musica leggera approfondendo anche la canzone d’autore. Fra gli altri stili in cui si è cimentato vi sono la musica etnica, quella elettronica e l’opera lirica. Lungo la sua carriera, in cui ha ottenuto un vistoso successo di pubblico e critica, si è avvalso dell’aiuto di numerosi collaboratori fra cui il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani).

I suoi testi riflettono i suoi interessi, fra cui l’esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi (in particolare tramite l’influenza di G.I. Gurdjieff) e la meditazione orientale. Il musicista si è anche cimentato in altri campi come la pittura e il cinema. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con tre Targhe e un Premio Tenco. Tra novembre 2012 e marzo 2013 ha portato avanti una brevissima esperienza in qualità di assessore al turismo della Regione Siciliana nella giunta di centrosinistra del presidente Rosario Crocetta dichiarando di non voler ricevere alcun compenso

Com’è morto Franco Battiato: la malattia

Ma com’è morto Franco Battiato? Da tempo il musicista siciliano era gravemente malato. Una condizione che lo aveva costretto a restare lontano dalle scene.  “Quello che mi sento di dire è che stiamo assistendo mio fratello come merita”, dichiarò Michele Battiato, fratello di Franco,  oltre un anno fa, “è circondato dall’affetto degli amici più cari e dei parenti”.

La vita privata di Franco Battiato: moglie, figli, dove viveva

Legatissimo alla madre Grazia, scomparsa nel 1994, Battiato non ha mai amato la vita mondana, preferendo il suo eremo siciliano di Milo alle pendici dell’Etna, dove tra l’altro ebbe per molti anni, come vicino di casa, il collega Lucio Dalla. Aveva un fratello, Michele Battiato, ex consigliere comunale repubblicano di Milano e una nipote, sua erede, che esercita la professione legale. Battiato era un vegetariano convinto.

La carriera e i successi di Franco Battiato

Franco Battiato è stato uno dei più grandi artisti eclettici, conosciuto anche come il Maestro della musica italiana. La carriera di questo artista è segnata dalla moltitudine stilistica, studiata, approfondita e rimaneggiata, ma è caratterizzata anche da testi introspettivi e orientaleggianti, simbolo distintivo della sua variegata conoscenza.

Le opere di Battiato sono di difficile interpretazione ma non per questo non conosciute, anzi, le sue canzoni riecheggiano nelle menti di svariate generazioni, non passando mai di moda. Ma qual è il centro di gravità permanente di questo artista? Senza dubbio la sua musica!


Addio a Franco Battiato: ricordiamolo con le sue canzoni più belle | Testi e significati


Francesco Battiato nasce il 23 marzo 1945 a Ionia, un comune esistito dal 1939 al 1945. Dopo la morte del padre e il conseguimento del diploma presso il Liceo Scientifico Archimede di Acireale, nel 1964 si trasferisce dapprima a Roma e poi a Milano.

Dopo aver abbandonato gli studi universitari, è proprio durante il soggiorno milanese che Battiato inizia ad avvicinarsi al mondo della musica, suonava, infatti, la chitarra accompagnato da canzoni siciliane in un cabaret chiamato il Club 64, dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi.


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Battiato e l’esordio musicale

Grazie a queste sue esibizioni, incontra nel pubblico Giorgio Gaber che colpito dalla sua bravura lo lanciò nel mondo discografico, inizialmente con la Nanni Ricordi, la Jolly e successivamente con la Philips; questo passaggio segna l’abbandono del filone protesta per incidere dischi dal sapore più romantico, così da raggiungere un pubblico più vasto.

Il 1 maggio del 1967 avviene il suo esordio nel mondo televisivo nel programma Diamoci del tu, condotto da Giorgio Gaber e Caterina Caselli. Nel corso della puntata si esibisce con un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini.

Il nome d’arte, Franco, gli venne affibbiato dal grande artista e amico Francesco Guccini quando si esibirono insieme per la prima volta. Dopo l’incontro con il cantautore, quel nome gli restò accanto per tutta la sua carriera, accompagnandolo sia nella vita privata che pubblica.

La musica sperimentale e d’avanguardia

Dal 1971 inizia a dedicarsi completamente alla musica sperimentale, con il costante uso di strumenti e sonorità elettroniche. In questo periodo, grazie alla collaborazione con l’etichetta indipendente Bla Bla, pubblica il suo esordio Fetus, con 7000 copie vendute.

L’album venne considerato un’opera molto originale: già dalla copertina , che riproduceva l’immagine di un feto (all’epoca censurata),  si evinceva una sorta di viaggio interiore psichedelico così innovativo da far entrare le sue canzoni all’interno del panorama musicale italiano.


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Continuerà su questa scia anche negli altri album successivi: Pollution (1972), ottenne il maggior successo, risultando il 59º album più venduto dell’anno; Sulle corde di Aries (1973), dove convergono la sperimentazione ripetitiva, una particolare forma di musica acustica che si rifà alla tradizione araba e l’utilizzo di strumenti elettronici; Clic (1974), che segnava l’esordio a un nuovo genere, quello dell’avanguardia contemporanea.

Dopo gli anni dell’avanguardia e le varie collaborazioni con i gruppi musicali, che andavano dal rock progressivo al jazz rock, partecipa, nel 1975, al Festival del proletariato giovanile tenutosi a parco Lambro. Il nome di Battiato compare assieme ad alcuni fra i più noti artisti della musica italiana del periodo, quali: Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

Nel 1976, passa alla Dischi Ricordi e prosegue il suo percorso nell’avanguardia con degli album di impatto poco commerciale e poco apprezzati dalla critica, come: Battiato, Juke Box e L’Egitto prima delle sabbie.

In quel periodo il cantautore conosce il musicista Giusto Pio, con il quale stringerà un proficuo sodalizio artistico; grazie al musicista imparerà pian piano a suonare il violino.


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Franco Battiato: la musica pop e il successo

A causa degli scarsi risultati, la Ricordi lo licenzia e inizia una nuova collaborazione con la Emi, è in questo periodo che abbandona l’avanguardia musicale per riprendere il genere pop rivisitato.

Nel 1979 pubblica L’Era del Cinghiale Bianco, l’assenza di strumenti rock come il basso e la batteria, lascia notevolmente insoddisfatti gli autori; di discreto successo è anche Patriots (1980) ma l’anno dopo arriva alla vetta commerciale con La voce del padrone (1981), primo nella classifica italiana con oltre un milione di copie vendute.



La canzone celebre di questo album è Centro di gravità permanente, basata sulle teorie psicofisiche del filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff, inerenti alle difficoltà dell’essere umano nel trovare il proprio centro interiore, indispensabile al controllo delle pulsioni emotive e irrazionali.

“Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente…
Avrei bisogno di…”



Durante gli anni’80 Battiato inizia il sodalizio con la cantante Alice (Carla Bissi), tale incontro porterà una notevole svolta nella carriera della cantautrice che vincerà il Festival di Sanremo nel 1981 con la canzone Per Elisa, scritta proprio con Battiato e Giusto Pio.

Nel 1984 Battiato partecipa all’Eurovision Song Contest in coppia con Alice (Carla Bissi). I due artisti si esibiscono cantando la celebre I treni di Tozeur, la canzone si piazza al 5 posto, ottenendo un elevato successo di vendite in tutta Europa.

Tozeur è l’antico centro commerciale del Jerid, posto ai margini del deserto del Sahara. La zona è circondata da un lago salato le cui esalazioni conducono i viandanti ad avere allucinazioni e miraggi.



Gli album successivi sono: L’arca di Noè (1982), con la celebre Voglio vederti danzare; Orizzonti perduti (1983), Mondi lontanissimi (1985), con Echoes of sufi dances (1985), tenta di avvicinarsi al mercato discografico spagnolo e inglese ma ad quest’ultimo non otterrà un riscontro positivo.



Franco Battiato: cantante e compositore

Parallelamente, Battiato, inizia anche la carriera di compositore, nel 1986, compone, infatti, un’opera teatrale:  Genesi, che debutta al Teatro Regio di Parma, il 26 aprile 1987. L’opera venne accolta con un trionfale consenso da parte del pubblico ma con una punta di scetticismo da parte degli addetti ai lavori.

Con la casa produttrice Emi escono invece gli album: Fisiognomica, un album molto introspettivo che combacia con il periodo in cui Battiato ritorna ad abitare nella sua terra d’origine, la Sicilia; Giubbe rosse, pubblicato come doppio album dal vivo nel 1989; Come un Cammello in una grondaia (1991), contenente, un vero e proprio manifesto sull’Italia di oggi che è Povera Patria.

Con quest’ultimo album segue la tournée, dove il Maestro è accompagnato dai musicisti appartenenti all’orchestra dei Virtuosi Italiani e sono: il pianista Antonio Ballista e il violinista Giusto Pio. Il 4 dicembre 1992 sempre con i Virtuosi Italiani è a Baghdad, in concerto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Irachena. Lo scopo è quello far conciliare due mondi così diversi, come quello mediorientale e quello occidentale.

Inoltre, lavora alla sua seconda opera lirica, Gilgamesh, che debutta con successo al Teatro dell’ Opera di Roma il 5 giugno 1992. Nell’ottobre 1993 Battiato pubblica la raccolta di canzoni Caffè de la Paix, che si classifica miglior disco dell’anno; nello stesso periodo debutta la Messa Arcaica, composizione per soli, coro e orchestra.

Nel settembre del 1994, su commissione della Regione Siciliana, viene rappresentata nella Cattedrale di Palermo l’opera Il Cavaliere dell’intelletto, con testi del filosofo Manlio Sgalambro, suo fidato collaboratore, responsabile dell’altro libretto musicato L’ombrello e la macchina da cucire oltre che di numerose canzoni.

Nell’autunno del 96, con la casa discografica Polygram, esce “L’imboscata” contenente, tra l’altro, uno dei suoi brani più importanti La cura, grazie alla quale gli viene attribuito il premio come miglior canzone dell’anno.



Franco Battiato: gli ultimi album e le altre attività

Nel 1998 e nel 1999 escono Gommalacca e Fleurs, album in cui raccoglie varie cover molto apprezzate dalla critica. Gli ultimi lavori sono invece gli album: Campi magnetici (2000), che contiene le musiche del balletto commissionate dal Maggio Fiorentino e l’album Fleurs 3, un prosieguo del fortunato disco di rivisitazioni.

Nel 2003, Battiato si è anche cimentato con la regia, girando il film Perdutoamor, mentre nel 2004 ha esordito come presentatore di un programma culturale in sei puntate, del quale è stato anche il curatore: Bitte, keine réclame – Per favore, niente pubblicità, in onda sul canale satellitare Rai Doc.

Nel 2008 viene  rimasterizzato l’album La voce del padrone; ne riportiamo qui un’altra celebre canzone: Sentimento Nuevo.

“La tua pelle come un’oasi nel deserto ancora mi cattura…
Ed è bellissimo perdersi in quest’incantesimo…”


Addio a Franco Battiato, il ricordo sui social: da Conte a Renzi, da Annalisa a Piero Pelù


Durante il Festival di Sanremo del 2011 lo vediamo accompagnare Luca Madonia con il suo brano L’alieno. Nel 2012 con l’uscita del suo nuovo disco Apriti sesamo, diventa anche assessore al Turismo e allo Spettacolo per la regione Sicilia.

Il 17 settembre 2017 sarà l’ultima volta che Battiato si esibirà in un concerto, poiché, le ultime quattro date del tour vengono annullate per motivi di salute. A fine agosto 2019 viene annunciata l’uscita dell’ultimo album prima del ritiro definitivo dalle scene, dal titolo Torneremo ancora, questo album segna il ritorno di Battiato alla Sony Music dopo 15 anni.

Il lavoro, pubblicato il 18 ottobre 2019, contiene dei brani classici del cantautore arrangiate con delle nuove versioni orchestrali, tutte eseguite con la Royal Philharmonic Concert Orchestra durante le prove di alcuni concerti del 2017 e di un brano inedito, Torneremo ancora.

“Nulla si crea, tutto si trasforma…”



Le frasi più belle delle canzoni di Franco Battiato

Di seguito le frasi delle canzoni più belle di Franco Battiato:

  • Niente è come sembra, niente è come appare, perché niente è reale.
  • E ti vengo a cercare
    Anche solo per vederti o parlare
    Perché ho bisogno della tua presenza
    Per capire meglio la mia essenza.
    (E ti vengo a cercare, 1988)
  • Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito..
    (Tutto l’universo obbedisce all’amore, 2008)
  • Questo secolo oramai alla fine
    Saturo di parassiti senza dignità
    Mi spinge solo ad essere migliore
    Con più volontà.
    (E ti vengo a cercare, 1988)
  • Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
    (Bandiera bianca, 1981)
  • Non mi interessa sentirmi intelligente guardando in tv dei cretini, preferirei sentirmi un cretino di fronte a persone eccellenti.
  • Sono per natura un contemplativo. I profumi, l’aria, sono per me come il telecomando che spegne il mondo.
  • C’è chi si mette degli occhiali da sole
    per avere più carisma e sintomatico mistero.
    (Bandiera bianca, 1981)
  • Vivere non è difficile potendo poi rinascere
    cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.
    (L’animale, 1985)
  • Ho attraversato la vita inferiore
    Seguendo linee per moto contrario.
    Sfruttando per le mie vele
    Flussi di controcorrente.
    (Running against the grain, 2001)
  • Gesuiti euclidei
    vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori
    della dinastia dei Ming.
    (Centro di gravità permanente, 1981)
  • Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
    (Inneres Auge, 2009)
  • Peccato che io non sappia volare, ma le oscure cadute nel buio
    Mi hanno insegnato a risalire.
    (Apriti Sesamo, 2012)
  • Questo sentimento popolare
    Nasce da meccaniche divine
    Un rapimento mistico e sensuale
    Mi imprigiona a te.
    (E ti vengo a cercare, 1988)
  • E guarirai da tutte le malattie,
    perché sei un essere speciale,
    ed io, avrò cura di te.
    (La cura, 1996)
  • Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
    quei programmi demenziali con tribune elettorali.
    (Bandiera bianca, 1981)
  • Quante squallide figure che attraversano il paese
    com’è misera la vita negli abusi di potere.
    (Bandiera bianca, 1981)
  • E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare
    l’alba dentro l’imbrunire.
    (Prospettiva Nevskij, 1980)
  • Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
    dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
    Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
    dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
    Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
    dalle ossessioni delle tue manie.
    (La cura, 1996)
  • Organizza la tua mente in nuove dimensioni
    Libera il tuo corpo da ataviche oppressioni.
    (New Frontiers, 1982)
  • Cerco un centro di gravità permanente
    che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente.
    (Centro di gravità permanente, 1981)
  • La stagione dell’amore viene e va
    All’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà
    Ne abbiamo avute di occasioni
    Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai
    (La stagione dell’amore, 1983)
  • Noi siciliani siamo come boomerang che l’isola lancia per il mondo e che poi rientrano a portare l’arte che hanno respirato fuori.
  • Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
    di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
    si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
    e tutto gli appartiene.
    (Povera patria, 1991)
  • Quando ero più giovane credevo che esistesse libertà.
    (Arabian song, 1980)
  • Se un figlio si accorgesse che per caso
    è nato fra migliaia di occasioni
    capirebbe tutti i sogni che la vita dà
    con gioia ne vivrebbe tutte quante le illusioni.
    (Energia, 1971)
  • Passa il tempo,
    sembra che non cambi niente,
    questa mia generazione
    vuole nuovi valori
    e ho già sentito
    aria di rivoluzione
    (Aria di rivoluzione, 1973)
  • Non prestare orecchio alle menzogne
    non farti soffocare dai maligni
    non ti nutrire di invidie e gelosie.
    (Le aquile non volano a stormi, 2004)
  • Emanciparmi dall’incubo delle passioni
    Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male.
    (E ti vengo a cercare, 1988)
  • Degna è la vita di colui che è sveglio
    ma ancor di più di chi diventa saggio
    e alla Sua gioia poi si ricongiunge.
    (Lode all’inviolato, 1993)
  • Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio,
    sono una cosa sola, indivisibili.
    (Io chi sono?, 2007)
  • Ho incontrato proletari completamente ignoranti, con un fascino e una intelligenza straordinari. E mi commuove sempre la gente che ha sensibilità, che si accorge dell’esistenza degli altri; delle persone che non sono e non vivono in una situazione tribale come quella che sta vivendo la società oggi.
  • E poi cultura è una parola difficile da interpretare. Siamo uno di quei Paesi che ha pensato solo a rubare.
  • Quando una società si allontana dalla bellezza, che dell’arte è una delle facce, inizia la decadenza. Quando un individuo pensa di poter fare a meno dell’etica e della bellezza che ne è inseparabile compagna inizia la morte vera, quella spirituale.
  • Cuccurucucu Paloma
    ahia – iaia – iai cantava
    Cuccurucucu Paloma
    ahia – iaia – iai cantava.
    (Cuccurucucu, 1981)
  • Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore,
    come… puoi tenere… nascosto… un amore.
    (Tutto l’universo obbedisce all’amore, 2008)
  • L’inconscio ci comunica coi sogni frammenti di verita sepolte.
    (Caffè de la Paix, 1993)
  • Mare mare mare voglio annegare
    portami lontano a naufragare
    via via via da queste sponde
    portami lontano sulle onde
    (Summer on a solitary beach, 1981)
  • Ti sei mai chiesto che funzione hai? Non è importante avere una risposta, è sufficiente porsi la domanda. Significa che sei insostituibile.
  • Seguimmo per istinto le scie delle Comete
    Come Avanguardie di un altro sistema solare.
    No Time No Space, 1985)
  • Vuoto di senso crolla l’Occidente
    soffocherà per ingordigia
    e assurda sete di potere
    e dall’Oriente orde di fanatici
    (Zai Saman, 1988)
  • Fabio Fazio:”Franco che cosa ti ha insegnato la tua esperienza in politica?”
    Franco Battiato:”Che cosa ho insegnato io a loro,vuoi dire!”
  • Un raggio di luce attraversò un cielo nero e minaccioso
    Andando a illuminare un albero di ciliegio in fiore
    Davanti ai suoi occhi increduli e sbalorditi
    Si accorse che qualcosa di metafisico era accaduto
    (Il serpente, 2012)
  • Di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
    se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
    (Inneres Auge, 2009)
  • Era magnifico quel tempo com’era bello
    quando eravamo collegati perfettamente
    al luogo e alle persone che avevamo scelto
    prima di nascere
    (Un irresistibile richiamo, 2012)
  • Supererò le correnti gravitazionali
    lo spazio e la luce per non farti invecchiare
    (La cura, 1996)
  • E tu che fai di sabato in questa città
    Dove c’è gente che lavora, per avere un mese all’anno di ferie.
    (Gente in progresso)
  • Sono un compositore prestato alla musica leggera.
  • Tornerà la moda dei vichinghi. Torneremo a vivere come dei barbari.
    (Tramonto occidentale, 1983)
  • Noi
    provinciali dell’Orsa Minore
    alla conquista degli spazi interstellari
    e vestiti di grigio chiaro.
    (Via Lattea, 1985)
  • Ho sempre intuito che la musica è una parte dell’evoluzione. Uno strumento di consapevolezza,di ricerca della propria realtà interiore.
  • Cosa credi tu
    di avermi dato l’amore
    per un bacio che per sbaglio
    ti è scappato
    (Fumo di una sigaretta, 1968)
  • Non sono un politico e non mi credo nemmeno assessore, sono uno che mette la sua credibilità al servizio della propria terra.
  • E per un istante ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità.
    (I treni di Tozeur, 1985)
  • Col passare del tempo essere vegetariani è diventata una necessità esistenziale. Non posso più nutrirmi di qualcosa che è vicino alla sensibilità umana. E un giorno ormai lontano ho capito che la mia era una scelta irreversibile
  • Dentro di me vivono la mia identica vita
    dei microrganismi che non sanno
    di appartenere al mio corpo…
    Io a quale corpo appartengo?
    (Beta, 1972)
  • A certe cose ci sono arrivato dopo tanti anni di studi e ricerche, ho avuto delle esperienze. Dopo, reintrodurmi non è stato semplice, facevo fatica a riconoscere gli esseri umani, mentre ero in strada, o sul tram; era strano: non capivo se ero pazzo o un mistico. Ma ho capito che il viaggio su questo pianeta è determinante. Bisogna evadere le regole dell’universo.
  • Sai, a volte mi sembra di essere stato toccato da una carezza invisibile mentre compongo. E allora mi accorgo di aver creato qualcosa di molto superiore alle mie aspettative.
  • I momenti brutti che ho avuto nella mia vita sono stati solo di natura cosmologica. Una volta durante la notte mi sono alzato, sono venuto in questa stanza e ho guardato in faccia la mia paura, con attenzione, e la crisi si è risolta. Non è facile, perché in quel momento ti senti un essere sbattuto nel nulla, non hai legami con niente. È la notte oscura di San Giovanni della Croce, sofferenze che sembrano insormontabili, insopportabili, e che invece puoi superare in un batter d’occhio. Basta ricordare che siamo impermanenti. Noi pensiamo di essere eterni, questa è la nostra disgrazia. A scuola non c´insegnano a morire; sulla morte invece gli antichi egizi hanno costruito una civiltà.

 

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